Cosa cambierà tra Azienda e Banca con l’entrata in vigore del Dlgs 14-2019 sul “Nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’insolvenza” ?

Dietro ogni problema c’è un’opportunità.” –  Galileo Galilei

 

In più di 20 anni che mi occupo di controllo di gestione e pianificazione aziendale non ho mai visto così tanto fermento intorno a questi argomenti .

Questo perché con il DLGS 14 del 12 gennaio 2019 c’è stato il via  al Nuovo Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza”.

 

E perché si parla di Controllo di Gestione e pianificazione aziendale?

 

Perché la caratteristica del “Nuovo Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza”, è il fatto che contiene l’introduzione della procedura di Allerta, per fare apparire in via preventiva l’emersione della crisi . In caso di dati negativi c’è infatti  l’obbligo di comunicazione ad un organismo Pubblico istituito presso le Camere di Commercio l’ OCRI (Osservatorio Crisi Risanamento delle Imprese).

Perciò per evitare situazioni di crisi, ci sarà la necessità di monitorare, con appositi modelli, i flussi di cassa , i debiti e gli indici di valutazione della crisi oltre che le strategie aziendali .

 

 

 

 

Si, ma chi è che ne parla ?

In realtà, più che altro, per ora, ne parlano quasi esclusivamente i professionisti

Gli imprenditori, tranne una minoranza, al momento , sembrano dare poco peso alla cosa, anche se molto probabilmente tra qualche mese si invertirà la tendenza.

Il messaggio che vorrei dare, se questo articolo  lo legge un imprenditore o un dirigente d’azienda,  è quello di non trascurare questa normativa.

Va sicuramente fatta sensibilizzazione e formazione per via che questo cambio epocale non sia visto solo come un adempimento.

Ne vanno tratti sicuramente tutti i vantaggi che un controllo predittivo sull’azienda deve e può avere.

Quindi?

Le imprese, anche le piccole, dovranno orientarsi sempre di più alla cultura della pianificazione e controllo.

L’obiezione è :

Si vabbè, ma se la mia azienda va bene e se non vado in crisi , cosa mi interessa tutta questa cosa?

In realtà l’articolo 2086 comma 2 del codice civile, entrato in vigore il 16 marzo 2019 ,dice che “ l’imprenditore che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato  alla natura e alle dimensioni dell’impresa e ciò anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, e di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale “

Gli obblighi di revisione invece entrano in gioco se una S.R.L. per due esercizi di seguito, ha superato uno dei 3 limiti, cioè:

  • Attivo patrimoniale superiore a 2 milioni di euro
  • Ricavi superiori a 2 milioni di euro
  • Media dei Dipendenti annua superiore a 10

 

E invece la Banca come si comporterà ?

 

 

La Banca controllerà  se l’azienda rispetta o no la normativa, cioè se ha una adeguata struttura organizzativa , amministrativa e contabile.

Ad  esempio potrà verificare se non ha sistema di controllo e se  l’impresa rientra nei parametri sopra esposti, se ha nominato o no un revisore.

E’ prevedibile che, a chi non si sarà adeguato alla normativa, la banca per forza di cose dovrà fare notare in qualche modo all’impresa, che sta operando in modalità di illegittimità con ripercussioni magari anche su quello che sarà in seguito  il loro rapporto.

Il cambiamento previsto con la normativa, porterà perciò a influenzare anche la concessione di finanziamenti dal sistema bancario che molto probabilmente, avrà anche un occhio particolare a chi rientrerà positivamente negli indicatori previsti del Nuovo codice della Crisi, mentre a chi avrà indicatori negativi saranno, con tutta probabilità, ridotti o rivisti i crediti concessi.

Ciò la banca deve farlo per non incappare in possibili responsabilità patrimoniali  per abusiva concessione del credito con il rischio di essere chiamata al risarcimento dei danni nei confronti degli altri creditori, nel caso in cui ci sia successivamente una insolvenza dell’azienda.

Dunque non è pensabile che la banca continui a concedere fidi e finanziamenti alle aziende che non rispettano gli indicatori e indici previsti dalla normativa .

Quindi questo è un cambiamento che non riguarda solo i professionisti ma riguarda anche le banche, e soprattutto riguarda l’azienda e i suoi amministratori.

Ecco perchè tra i tanti, anche questi sono motivi per cui un imprenditore o un dirigente d’azienda dovrebbe sin da subito prepararsi a questo cambiamento .

La normativa contribuirà sicuramente a portare ad un nuovo modo di gestione dell’azienda da un punto di vista economico e finanziario con una maggiore attenzione ai flussi finanziari.

E Tu, Ti stai attrezzando per questo cambiamento?

Hai già cominciato a fare pianificazione aziendale e controllo di gestione in azienda?

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Patrizio Gatti

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