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Il Nuovo Codice della Crisi d’Impresa.Come i Budget e Cruscotti con KPI possono essere utili per prevenire l’Insolvenza !

  • Attivo patrimoniale superiore a 2 milioni di euro?

  • Ricavi superiori a 2 milioni di euro ?

  • Media dei Dipendenti annua superiore a 10 ?

Se la tua azienda è una SRL e per due esercizi di seguito ha superato uno dei 3 limiti sopra descritti rientrerai nell’obbligo di avere un revisore dei conti .

Il “Nuovo Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza”, che prende forma dalla Legge 155 del 2017 approvata in via definitiva con decreto dal consiglio dei ministri il 12 gennaio 2019 , è stato concepito con lo scopo di prevenire le crisi e l’insolvenza delle imprese .

La particolarità del nuovo codice, è il fatto che contiene l’introduzione della procedura diAllerta”,  rivolta a fare affiorare in via preventiva l’emersione della crisi, con l’obiettivo del risanamento dell’impresa . Nel caso ciò sia irrealizzabile, la normativa ha lo scopo di ottenere il più alto soddisfacimento dei creditori.


Il nuovo codice della crisi d’impresa è molto attento al controllo continuo degli indicatori utili per rilevare in anticipo  segnali di crisi per avviare preventivamente l’ obbligo di segnalazione interna.

 

Secondo il nuovo comma dell’art.2086 del codice civile, l’ imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale. (Fonte “Italia Oggi -23-gennaio 2019 , Il nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza -La riforma del Fallimento” a cura di Marcello Pollio).

L’art. 2086 del c.c.  ha portata generale , mentre  l’obbligo  di adeguare l’assetto organizzativo al nuovo art.2086 è previsto, per le società a responsabilità limitata che hanno superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei nuovi limiti citati sopra.

Perciò anche le società di microdimensioni se superano le nuove soglie dimensionali saranno obbligate a istituire l’organo di controllo. Anche le piccole società saranno obbligate ad avere un revisore dei conti .

Ciò porta a un innovativo e diverso approccio alla gestione delle imprese .


Gli Amministratori e il Revisore dei conti devono periodicamente valutare la sostenibilità finanziaria .

Infatti gli squilibri dovranno essere rilevati attraverso appositi indici che diano evidenza della sostenibiltà dei debiti per almeno i sei mesi successivi e della continuità aziendale per l’esercizio in corso” .


In caso di dati negativi scaturisce l’obbligo della procedura di “Allerta” finalizzata a consentire la pronta emersione della crisi, nella prospettiva del risanamento dell’impresa con comunicazione ad un organismo Pubblico istituito presso le Camere di Commercio .

Sembra perciò evidente che, per evitare situazioni di crisi, serve usare modelli di pianificazione economica-finanziaria  per controllare continuamente potenziali situazioni di peggioramento e laddove serve, occorre mettere in pratica le azioni correttive necessarie .

Non si tratta solo di verificare indici a consuntivo per esempio solo sui bilanci storici, ma serve impostare e dimostrare di avere monitorato costantemente l’azienda anche tramite indicatori qualitativi che riescano ad vedere i primi sintomi della crisi.


Per esempio, adottando le pianificazione di cash flow, si possono vedere o prevedere  scompensi finanziari dovuti magari a ritardi nei pagamenti o a squilibri tra il pagamento dei debiti e l’incasso dei crediti e quindi ci si può muovere anticipatamente  per evitare il peggio .


A questo punto diventa importante per l’impresa utilizzare strumenti di controllo  e programmazione quali i budget previsionali economici e finanziari purchè  attendibili, fattibili e controllabili , con l’aggiunta anche di cruscotti aziendali con indicatori chiave, KPI (Key Performance Indicators).

Inoltre, servirà monitorare regolarmente l’andamento aziendale per verificare gli scostamenti tra preventivato ed effettivo.

 

 

In conclusione:

I budget economici, le pianificazioni finanziarie, per troppo tempo sono state trascurate dalle imprese soprattutto dalle Piccole.

Penso che i  budget economici e finanziari siano il cuore del controllo di gestione, strumenti ormai fondamentali per competere nel mercato odierno e per gestire al meglio la liquidità aziendale.
Oltre a questi strumenti,  serve modernizzare ancora di più il controllo, mettendo in atto anche l’utilizzo di KPI qualitativi per esempio utilizzando strumenti importanti per la verifica della strategia aziendale come la Balanced Scorecard .


Quindi al di là del  Nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, che in pratica obbliga una bella fetta di imprese a dotarsi di un sistema di controllo prospettico,  credo sia bene, anche per chi non è obbligato,  attrezzarsi con sistemi di controllo che riescano sempre a fare vedere come muoversi per essere sempre sostenibile  finanziariamente.

Spero che tante imprese, che sino ad oggi mai hanno fatto un minimo controllo di gestione, e si trovano ora a doverlo fare, sappiano sfruttare  questo “Onere” per farlo diventare un vantaggio competitivo,  sia per l’imprenditore che per tutti gli stakeholders dell’azienda.  

E tu cosa ne pensi ?

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Patrizio Gatti

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