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Basilea 2:Sistemi di rating=valutazione del rischio creditizio!

Con il perdurare della crisi le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni, sono sempre più ossessionate dai rating e dal suo monitoraggio….

Avere un rating sufficiente per ottenere un finanziamento non è cosa semplice.

I bilanci non solo sono in “ rosso” ma spesso gli indici risultano completamente “sballati”. Le cause sono molteplici.

Cattiva abitudine di ricorrere al credito a breve, la costante capitalizzazione, la scelta di ridurre all’ osso gli utili per pagare meno tasse ma, ancora più importante, la mancanza assoluta di una cultura di pianificazione economica – finanziaria.
Il rating non è altro che un calcolo basato sull’ analisi dei bilanci, quindi se i conti non sono in ordine niente finanziamenti.

Il più delle volte inoltre le modalità di attribuzione del rating risultano oscure quindi l’ imprenditore non sa esattamente cosa deve fare per migliorare. A ciò si aggiunga che i sistemi di rating variano da banca a banca quindi un mare nel quale è difficile trovare la rotta…la poca trasparenza certo non aiuta.
E pensare che in origine si è tanto parlato dell’ obbligo per le banche di motivare le loro decisioni sui rating attribuiti alle imprese….come sempre tante parole ma pochi fatti.

Cerchiamo di chiarire in modo semplice e comprensibile a tutti, anche ai non addetti ai lavori, alcuni aspetti sui sistemi di valutazione del rischio creditizio.

Con l’ entrata in vigore di Basilea 2, per la concessione del credito, le banche utilizzano i sistemi di rating ossia classificano la propria clientela in funzione del rischio.
Gli elementi di valutazione elaborati dai sistemi di rating sono di natura quantitativa e qualitativa.

I primi sono elementi oggettivi e risultano per esempio dal bilancio, dal rendiconto finanziario e dalla Centrale Rischi; i secondi hanno per loro stessa natura un margine di soggettività connesso al giudizio che trasforma in numeri le informazioni qualitative. Gli elementi qualitativi derivano per esempio dai sistemi di pianificazione e controllo di gestione, dai piani e budget aziendali, dai business plan, da analisi di mercato e/o settoriali, ecc.

A differenza dell’analisi quantitativa, che è rivolta al passato, con la valutazione qualitativa si considera presente e ancor di più il futuro.

L’impresa non verrà premiata o bocciata unicamente a seconda di quello che ha fatto in passato e che si evince dai bilanci, ma anche in virtù di quelle che sono le sue potenzialità.

Di fatto, se questo era l’ intento originario di Basilea 2, non è stato così.

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A cura di Dott.ssa Alessandra Gervasi Ufficio Finanziamenti Plan Consulting

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Patrizio Gatti

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