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Finanziamenti per Aziende-Banche e Credit Crunch

Termini inglesi come “credit crunch”, “credit and liquidity crisis” o “global financial crisis” sono ormai entrati nel linguaggio comune.

aziende-banche-credit_crunch

Tutte parole e frasi riconducibili a tre  semplici  concetti:  crisi finanziaria, stretta  creditizia e crisi economica mondiale.
Ma cosa si intende per credit crunch e soprattutto il fenomeno è reale?
Sull’ esistenza del credit crunch , ovvero la stretta creditizia”, si è discusso a lungo.

Nonostante le banche sembrano far muro, negando o minimizzando il problema, il fenomeno esiste ed è percepito soprattutto dai piccoli e medi imprenditori che sempre più spesso si vedono chiudere le porte del credito in faccia.

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Aziende: Interventi di garanzia per gli investimenti

Negli articoli precedenti   Aziende: Interventi di garanzia per la liquidita’ e

Alcuni Interventi di garanzia per la liquidita’ delle imprese

abbiamo visto l’esempio di alcuni interventi che stanno facendo le Regioni per contrastare la forte crisi economica finanziaria che ci ha  colpito  ed in particolare è stata presa in esame la Toscana

Si chiude l’argomento con l’elenco di chi puo’ accedere alle garanzie.

garanzia-finanziamenti

Possono accedere alla garanzia le piccole e medie imprese  che effettuino l’intervento nella Regione Toscana ed operino nei settori dell’ industria,  del commercio,  del turismo,  dei servizi e  dell’ artigianato. I parametri da rispettare sono gli stessi previsti per gli interventi di garanzia sulla liquidità.

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Alcuni Interventi di garanzia per la liquidita' delle imprese

Mi ricollego all’articolo precedente per continuare l’esempio di alcuni interventi che stanno facendo le Regioni per contrastare la crisi –

Noi prendiamo come esempio la Toscana

finanziamenti-credito-bancario

Possono accedere alla garanzia le piccole e medie imprese di tutti i settori con sede legale nella Regione Toscana purchè rispettino i seguenti parametri:
– rientrare in una delle classi di rating di Fidi Toscana non inferiore a “B”;
patrimonio netto/totale attivo non inferiore al 5% con riferimento all’ultimo bilancio approvato; per le società di persone e le imprese individuali il patrimonio netto è considerato integrato con il patrimonio dei soci o del titolare ridotto degli eventuali prelevamenti di questi ultimi;
oneri finanziari/fatturato non superiore al 5% con riferimento all’ultimo bilancio approvato.

Le imprese devono comunque essere valutate da Fidi Toscana e dalla Banca  economicamente e finanziariamente sane cioè con una consistenza patrimoniale, una redditività e una capacità gestionale  capace di far fronte agli impegni finanziari derivanti dai finanziamenti per i quali è richiesta la  garanzia.
La garanzia rilasciata è diretta, esplicita, incondizionata, irrevocabile ed è rilasciata ai soggetti finanziatori per un importo massimo garantito non superiore al 60% dell’importo di ciascun finanziamento o prestito partecipativo.
L’importo massimo garantito è fissato in Euro 500.000,00 per singola impresa.
La garanzia può essere elevata fino all’80% per le operazioni:
·    a fronte di prestiti partecipativi;
·    a favore di PMI femminili (ex. L215/92);
·    a favore di PMI giovanili (costituite prevalentemente da persone che non hanno ancora compiuto 35 anni di età).
E tu cosa ne pensi, ritieni che ti sia utile questo post ? , lascia un tuo commento

A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra

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Aziende: Interventi di garanzia per la liquidità

I fondi di garanzia stanno sempre più assumendo un’ importanza strategica per l’ economia.

finanziamenti-fronteggiare-crisi-economica-finanziaria

Da semplici strumenti finanziari a leva per contrastare la profonda crisi del credito che sta comportando una consistente riduzione degli affidamenti bancari.
Prendiamo per esempio La Regione Toscana punta che al potenziamento dei fondi di garanzia: 54 milioni di euro a disposizione, di cui 15 per la ristrutturazione del debito, 33 per investimenti e 6 milioni da erogare ai Confidi per concedere garanzie alle aziende.

Sono stati costituiti due nuovi fondi di garanzia per le piccole e medie imprese.

Il primo, “Interventi di garanzia per la liquidità”,  servirà a rifinanziare il debito a medio termine delle imprese.

Ciò significa dare ossigeno ad aziende troppo esposte con debiti a breve e consentire di passare a debiti a medio lungo termine.

Il secondo, “Interventi di garanzia per gli investimenti”, sarà utilizzato per finanziare nuovi investimenti.

I fondi copriranno fino all’80 per cento del finanziamento bancario ( il massimo consentito dalla legge).

Il costo del denaro per le piccole e medie imprese toscane è in linea con quello stabilito dal Protocollo d’Intesa Regione/Banche, ovvero tra lo 0,80 e l’ 1,55 per cento.
Inoltre è stato deciso che se un’ impresa ha un mutuo di 8 anni e ha bisogno di un po’ di respiro nel pagare le rate può allungare la sua durata di un anno: per 12 mesi, niente rate!

Nell’ anno di sospensione l’ impresa pagherà alle banche solo la quota interessi.

Le banche si impegnano inoltre ad effettuare operazioni di smobilizzo crediti delle PMI verso la pubblica amministrazione con Fidi Toscana che interviene con la garanzia.

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Rating-Solita azienda valori differenti in piu' banche???

Continuo volentieri con le risposte alle domande che alcuni amici lettori iscritti alla newsletter mi hanno inviato .

Ora è la volta di rispondere ad Alvaro Cannito riporto  qui in parte quanto scritto nella sua e mail :
“In riferimento alla rilevazione dello “scoring” e del “rating” ai   fini del merito creditizio, non vi è uniformità da parte delle banche  nel considerare i medesimi parametri. E così, capita, che alla
piccolissima azienda vengono attribuiti valori (giudizi, pesi, etc)  differenti a seconda dell’Istituto Bancario che ha analizzato i  bilanci della medesima. Non ritieni che tutto questo sia paradossale?”



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Nel caso in cui ci fossero valutazioni notevolmente differenti nello scoring di bilancio tra uno Istituto ed un Altro , in effetti il tutto potrebbe essere preso in esame,  e  il caso  potrebbe anche essere giudicato paradossale .

Tuttavia l’accordo di Basilea II lascia alle banche la libertà di utilizzare metodi di calcolo differenti purche’ in essi siano considerati gli stessi principi di valutazione, per cui si avvicinino a risultati simili.

Ciascuna banca valuterà l’impresa secondo dati completi, oggettivi, documentati e storici.

Pertanto, è altamente probabile che un’impresa possa essere inserita dalla banca X nella classe di rating BBB + e nella banca Y nella classe A-

Per l’ ‘assegnazione del Rating assumono rilevanza il tipo di informazioni ottenute dalle imprese che possono essere di tipo quantitativo o qualitativo.

Con le informazioni quantitative (dati scritti e documentati rivolti al passato) si calcolano :
· il punteggio (scoring) di bilancio determinato da bilanci, rendiconti finanziari e dichiarazioni dei redditi
· lo scoring andamentale che viene calcolato dall’evoluzione del rapporto bancario , dalla Centrale Rischi. e CRIF.
Con le informazioni qualitative si calcola lo scoring derivante da dall’esame del business plan e/o dal budget, da notizie sull’azienda e sul suo management, organizzazione e sistemi di controllo gestionali, grado di innovazione etc…

Quindi diventa anche importante l’autovalutazione  del merito di credito in modo da andare in banca e sapere come  e sino a dove si può arrivare a chiedere finanziamenti .

Inoltre per l’eventuale diversità di punteggio , gioca la diversità dello scoring interno che ogni banca dà sull’utilizzo del rapporto bancario.

A volte basta un insoluto a penalizzare una banca quindi nella Banca A abbiamo un rating inferiore che nella Banca B  dove non abbiamo ricevuto insoluti.

A cura di Patrizio Gatti

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Societa' di capitali- Alcuni Vantaggi e svantaggi

Dopo aver pubblicato i precedenti post

Piccola azienda-Impresa individuale o che forma giuridica??

Societa’ di persone?- Regime opzionale di tassazione

si conclude la prima serie di 3 articoli per rispondere alle domande pervenuteci via e mail dai ns. iscritti  in questo caso da Giovanni Sgaramella .

Iscriviti  alla ns. newletter per fare la tua domanda tramite e mail.

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Società di capitali alcuni cenni

Le società di capitali, contrariamente a quelle di persone, sono dotate di personalità giuridica, rappresentano cioè dei “soggetti di diritto”, capaci di assumere obbligazioni e  diritti che nascono dallo svolgimento dell’ attività d’ impresa.

Le società di capitali sono:
la società a responsabilità limitata (S.r.l), che è la forma più piccola di società di capitali, dove i soci esercitano l’ attività ma l’ amministrazione può essere affidata anche a non soci. Il capitale sociale non può essere suddiviso in azioni, pertanto la partecipazione sarà caratterizzata da “quote”, e i diritti in capo ai soci in misura proporzionale ad esse.
la società per azioni (S.p.a), che è la forma giuridica tipica per imprese con un tasso di rischio e volume di investimento elevati. Il capitale sociale è suddiviso in azioni e i soci sono responsabili nei limiti del capitale sottoscritto.
la società in accomandita per azioni (S.a.p.a), forma che, a dire il vero, non ha mai avuto grande diffusione. La sua caratteristica  peculiare è la coesistenza di due tipi di soci: accomandanti, esclusi dall’amministrazione e responsabili limitatamente al proprio conferimento, e  accomandatari, amministratori di diritto, personalmente e illimitatamente responsabili.

Nelle società di capitali l’ elemento personale è molto più sfumato e scompare dietro quello, preponderante, del capitale.
Il capitale è il valore dei conferimenti dei soci ed essendo l’ unica forma di garanzia per i creditori è la legge stessa a determinarne l’ ammontare minimo.
In particolare nelle società per azioni il capitale sociale minimo previsto è di almeno 120.000,00 Euro mentre nelle società a responsabilità limitata il limite è di 10.000,00 Euro.

Per questo motivo, oltre che naturalmente per la gestione più semplificata e leggera, la S.r.l è il modello societario adatto alle imprese di importanza minore rispetto a quelle organizzate in S.p.a.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi delle società di capitali?

Enormi vantaggi a livello fiscale in quanto gli utili dell’ azienda sono liberamente gestibili, possono essere accumulati e distribuiti ai soci nei momenti fiscalmente più convenienti.
Gli svantaggi derivano soprattutto dalle elevate spese di costituzione e di gestione.

Per la loro costituzione, oltre alle spese notarili sono previste imposte di registro proporzionali al capitale sociale e alla natura dei conferimenti.

Anche le spese di gestione sono particolarmente onerose.

Ad esempio convocare un’ assemblea di una S.p.a con numerosi azionisti comporta il sostenimento di costi per la pubblicazione della convocazione, spese per l’ affitto del locale, ecc…
Da ultimo, ma non per importanza, se non vengono rispettate le norme contabili e fiscali i soci sono esposti in termini di responsabilità. Fondamentale quindi affidare la conduzione dell’ impresa a persone fidate ed esperte.

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A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra

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Societa' di persone?- Regime opzionale di tassazione

Riprendiamo a rispondere ai ns. amici lettori in particolare ancora a Giovanni vedi articolo precedente

Piccola azienda-Impresa individuale o che forma giuridica??

Società di persone

Per chi intende avviare un’ attività di limitate dimensioni con un numero ridotto di soci e di capitali costituire una società di persone (società semplice, società in nome collettivo, società in accomandita semplice) potrebbe essere la soluzione ideale.
Certamente rispetto alla ditta individuale c’è una perdita di autonomia decisionale e gestionale ma i vantaggi che ne conseguono sono molti.
Costi di costituzione e di gestione contenuti, nessun capitale minimo richiesto, minor rischio personale, procedure contabili agevolate e da non trascurare il vantaggio di poter “unire le forze”.
Da un punto di vista fiscale abbiamo un notevole risparmio Irpef in quanto l’ utile viene ripartito tra i soci (in base alle diverse quote di partecipazione), si somma quindi ciascun utile al reddito personale e si determina la propria quota Irpef.

Nelle società di persone il rischio maggiore deriva dal fatto che tutti i soci (ad eccezione degli accomandanti delle Sas) hanno responsabilità illimitata e solidale quindi in caso di fallimento i creditori possono rivalersi anche sul patrimonio privato dei singoli soci; non solo, se un socio non copre i debiti, saranno gli altri a doverne rispondere. È quindi fondamentale la scelta di soci.

Tale responsabilità è, però, sussidiaria. Ciò significa che può essere fatta valere solo dopo che il patrimonio sociale si sia rivelato insufficiente.

tasse-tassazione-imposte

Legge Finanziaria 2008 – Nuovo regime opzionale di tassazione

Per le società di persone e le imprese individuali in contabilità ordinaria la Finanziaria 2008 (art. 1 co. da 40 a 42), ha previsto la possibilità di optare per una forma di tassazione alternativa a quella prevista dalle precedenti norme.
Il nuovo regime prevede una tassazione separata dei redditi d’impresa con l’applicazione di un’ aliquota fissa pari al 27,5%, a condizione che gli utili prodotti rimangano in azienda.
Quest’ ultima condizione rappresenta un vero e proprio “handicap”. Nel momento in cui gli utili vengono prelevati per essere utilizzati a fini privati o distribuiti ai soci si torna alla tassazione progressiva scomputando a credito l’ imposta sostitutiva versata.

La possibilità di optare per la tassazione separata a partire dal periodo d’imposta 2008, necessita di una valutazione impresa per impresa, caso per caso: essa rappresenterà un vantaggio soprattutto per imprese con redditi piuttosto alti, non sembra adatta ad imprese con redditi medi-bassi.


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Piccola azienda-Impresa individuale o che forma giuridica??

Innanzitutto volevo ringraziare il ns. amico e lettore Giovanni Sgaramella, che con la sua domanda che ci è pervenuta via e mail ci ha dato spunto per introdurre  una serie di articoli per tutti coloro che intendono avviare un’ impresa.  Ecco riportata in parte  LA SUA DOMANDA :

” volevo chiedere … per le varie forme societarie d’impresa,le differenze,per esempio in quali casi è opportuno aprire una ditta individuale piuttosto che una società snc o società sas e cosa bisogna fare tecnicamente per aprire una srl,di quanto deve essere il capitale di partenza?

Lo scopo degli articoli non è quello di fornire nozioni e definizioni giuridico – economiche bensì quello di fornire consigli utili, pratici e di facile comprensione. Accessibili cioè a tutti, anche a coloro che non sono propriamente del settore.  E’ anche chiaro che se sei un esperto sei sicuramente a conoscenza di  quanto andremo a dire  o se hai tempo  per cercare nel web trovi tantissimo materiale di alta qualità sull’argomento.

In ogni caso noi per rispondere a Giovanni abbiamo diviso il lavoro  in  3 articoli .

Ti consiglio di iscriverti Feed Rss per essere sempre aggiornato in tempo reale .

Ed ora ti lascio al primo articolo scritto dalla Dott.ssa  Alessandra Gervasi.

Buona lettura. ciao  .

Patrizio Gatti

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Ditta individuale o società?

“Lavorare in proprio”, diventare imprenditori o imprenditrici, lavorare solo per se stessi “senza padroni” è il sogno di tante persone. Chi decide di mettersi in proprio è spesso motivato da un forte spirito d’ iniziativa, fiuto per gli affari, entusiasmo, voglia di mettersi in gioco ma il più delle volte è spinto dalla necessità di crearsi una reale opportunità di lavoro, “inventarsi un lavoro” come  alternativa alla disoccupazione.
Un conto però è sognare o avere una buona idea un conto è avere la capacità di valutarne la reale fattibilità e metterla in atto.
Una delle prime scelte che deve fare chi decide di iniziare un lavoro in proprio è quella della forma giuridica.

Lavorare individualmente o costituire una società con altre persone?

La scelta della forma giuridica è determinante. Nel valutare la “convenienza” di adottare una forma rispetto ad un’ altra occorre considerare numerosi fattori.
Si dovrà, per esempio, decidere se limitare la responsabilità patrimoniale al capitale sottoscritto o coinvolgere l’ intero patrimonio personale; decidere se farsi totalmente carico del “rischio d’ impresa” o condividerlo con altre persone; decidere se avere la piena autonomia a livello gestionale; valutare la convenienza fiscale; ecc.
Alla luce di tali considerazioni cerchiamo di vedere più nel dettaglio la ditta individuale e le società di persone.

Ditta individuale

La ditta individuale è la forma giuridica più semplice. Per la sua costituzione non sono richiesti adempimenti particolari, è sufficiente iscriversi alla Camera di Commercio e ottenere una partita IVA, senza dover ricorrere ad un notaio. Il titolare della ditta individuale è l’unico responsabile dell’attività ed è esposto al rischio d’impresa: risponde con tutto il proprio patrimonio presente e futuro (responsabilità illimitata).
Poniamo il caso che il titolare sia anche proprietario di una casa. In caso di fallimento dell’ attività i creditori potranno rivalersi sull’ immobile. Quindi se l’ attività comporta investimenti di una certa importanza potrebbe essere poco saggio costituire una ditta individuale, al contrario se gli investimenti sono pochi e l’ attività è sicura potrebbe essere la soluzione ideale.
Lo svantaggio della ditta individuale è nella denuncia dei redditi, in quanto i redditi dell’impresa si sommano a quelli personali e quindi tassati a loro volta con le aliquote progressive previste dall’Irpef. In questo modo più è alto il guadagno più lieviteranno le imposte.

Per superare questo ostacolo spesso l’ imprenditore “scaltro” decide di costituire un’ impresa familiare.

L’ impresa familiare è una particolare forma di impresa individuale dove oltre al titolare partecipano uno o più familiari, ad esempio il coniuge .
Il vantaggio è in primo luogo di natura  fiscale.

Si paga meno Irpef in quanto il reddito viene distribuito sui familiari anche se questi non prestano realmente la propria opera nell’ impresa. A ciò si aggiunga anche un vantaggio contributivo (per es. pensione) a favore dei collaboratori familiari.

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Legge Finanziaria 2008 – Regime dei “contribuenti minimi”

Dal 1°gennaio 2008, piccoli imprenditori, lavoratori autonomi e giovani professionisti, con un fatturato non superiore a 30 mila euro lordi, potranno optare, in alternativa al regime ordinario, per il regime semplificato senza fare alcuna comunicazione preventiva all’ amministrazione fiscale.
Questo nuovo regime dei “contribuenti minimi” prevede un’ imposta secca del 20% sul reddito in alternativa a Irpef, Irap e Iva.
Particolare attenzione va posta alla nuova fatturazione, infatti il contribuente dovrà emettere fattura senza IVA, riportando la dicitura “  operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 comma 100 della legge finanziaria per il 2008” ed applicare il bollo da € 1,81 sulle fatture con importo superiore a € 77,47.
Il non assoggettamento all’ Iva comporta vantaggi soprattutto per quei contribuenti che non effettuano molti acquisti e si rivolgono essenzialmente ai consumatori finali.
Altra importante novità è l’esclusione dall’applicazione degli studi di settore, strumento che negli ultimi anni ha permesso allo Stato di incassare ingenti somme di denaro e che tanto spaventava i contribuenti.
Il reddito sarà determinato come differenza tra ricavi percepiti e spese sostenute (per cassa) mediante un calcolo extracontabile.
Non è però tutto “rose e fiori”. La nuova norma, così com’è stata concepita nasconde delle insidie che devono essere attentamente vagliate. Uno degli svantaggi maggiori consiste nella possibilità di detrarre dal reddito solamente i contributi previdenziali obbligatori per legge mentre non si può usufruire degli altri benefici fiscali (detrazioni per familiari a carico, detrazioni per spese mediche, interessi sui mutui, ecc) tranne nel caso si possiedano altri redditi.
Inoltre l’ aliquota del 20% non è così bassa da essere sempre conveniente.

Non è possibile stabilire  a priori se e in quali casi aderire a tale regime sia vantaggioso. E’  necessario fare un’ apposita valutazione caso per caso.
E’ infatti possibile che, a parità di reddito, risulti più conveniente il regime ordinario rispetto a quello dei contribuenti minimi.

Nel prossimo articolo analizziamo le Società di persone e  il Nuovo regime di Tassazione Separata

Dai uno sguardo anche a questo articolo che può esserti utile

Il business Plan- Ma è utile per tutte le attività? anche online?


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Crescita aziendale? Pianificare anche le richieste di finanziamento bancario

Sempre per rimanere in tema di affidamenti bancari e dell’importanza della pianificazione nel gestirli  mi ricollego all’articolo Fido di conto corrente?Crisi di Liquidità? Muoversi Con Attenzione!!!

ed inserisco in questo post  un’altra storia.

crescita-aziendale-pianificazione

L’episodio che vado a raccontare si riferisce a realtà  ma serve semplicemente per arrivare alla questione che la crescita aziendale va finanziata bene.

Nel giugno 2008  intravedendo la crescita dell’azienda di un mio cliente gli dico che sarebbe opportuno  andare a  chiedere un aumento dei fidi  commerciali (anticipi su fatture e ricevute bancarie) alla propria banca o meglio sarebbe aprire  il conto corrente in un altro Istituto di credito  in maniera tale da dividere  il rischio anche per non dipendere solo dalle decisioni di un Istituto bancario.

Il cliente titolare di una piccola impresa individuale estremamente affidabile, è titubante in quanto non  vuole gestire 2 banche e continua per la sua strada  con un solo Istituto il quale gli concede un piccolo aumento di fido secondo me poco significativo per la futura copertura del suo fabbisogno.

Nel Settembre 2008 ribadisco il concetto, ma ecco che nel dicembre 2008 il mio cliente si ritrova che non ha i soldi per prendere lo stipendio e pagare i fornitori poiché a sua volta primari clienti che sino a poco tempo prima, (prima della cosiddetta CRISI), pagavano con puntualità ora  per vari motivi ritardano a pagare. Poiché il mio cliente non ha richiesto adeguati fidi ora si ritrova a dover chiedere per favore alla sua banca di anticipargli le ricevute bancarie extra fido.

Ok, VA BENE! Ma questo cosa comporta, vuol dire che la sua Banca è brava???

Certo!!!!  I funzionari sono  più che disponibili e gentili e senza dubbio, ma se un fido non è autorizzato e si va extra fido anche per qualche giorno, viene applicato un tasso superiore e l’impresa si ritrova dei costi in più non previsti.
Per esempio si può passare da un 7% ad  un 10-11-12%, ed il costo grosso è la Commissione di Massimo Scoperto che passa magari da un 0,25% a un 1%  il che si traduce in centinaia di euro a seconda del saldo scoperto  da pagare in più di quanto si sarebbe pagato se il tutto fosse stato preventivamente autorizzato.

Comunque, per concludere la storia, nel mese di gennaio è stato dato l’incarico all’ impiegata amministrativa della piccola impresa di fare in maniera di aprire un altro rapporto di affidamento bancario.

Il messaggio che vorrei arrivasse è dunque che i fidi bancari dovrebbero avere un  utilizzo pianificato, ed il tutto dovrebbe andare di pari passo con la crescita aziendale.

Fammi sapere le tue impressioni…

A Cura di Patrizio Gatti


Consulente di direzione aziendale
Autore di “Amministrare l’Azienda”

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Articolo pubblicato anche su  su www.giacomobruno.it

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Crisi del credito-Frenano i finanziamenti-il Credit Crunch c'e'!!

Ieri mi è arrivata una e-mail che mi diceva  in sostanza : “ Siamo una piccola azienda non ci danno i soldi in banca cosa dobbiamo fare? Ci parlano di riduzione delle concessioni di prestito e’ vero o è una scusa ?”

E’ chiaro che purtroppo non   posso dare consigli senza conoscere dettagliatamente la situazione quindi in casi particolari invito ad una maggiore precisione  utilizzando anche il modulo dei contatti.

Rimango naturalmente, e più che volentieri a disposizione per conoscerci reciprocamente dopo un primo contatto tramite e mail anche tramite Skype.

Ritornando all’articolo  Purtroppo Ti mettiamo davanti una realtà contrastata cioè  che effettivamente sembrerebbe esserci  Il Credit Crunch ovvero il taglio del credito bancario?

credit-crunch


Sicuramente i dati non possono essere negati e  per questo ho preso alcune notizie  ANSA  che parlano chiaro .

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(ANSA) – ROMA, 7 FEB
Confartigianato, e’ allarme credito Aumentano da banche richieste ingiustificate rientro prestiti

– La crisi del credito sta strangolando le imprese, piccole e grandi, in Italia. E’ l’allarme lanciato dalla Confartigianato. Che ha elaborato uno studio su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat, da cui emerge che la crisi costa 12,5 miliardi l’anno alle imprese, in maggiori interessi imposti agli imprenditori rispetto al calo del tasso di riferimento. Inoltre, tra novembre 2007 e novembre 2008 i prestiti delle banche alle imprese individuali sono diminuiti del 2,6%.

Fonte : http://www.ansa.it

07-02- 2009– 11:34 Censis: per le famiglie +24 mld Maggiore disponibilita’ per calo rate mutui e prezzi energia (ANSA)
Nel 2009 le famiglie italiane avranno a disposizione +24 mld grazie al calo delle rate dei mutui e dei costi dell’energia. Questa maggiore disponibilita’ potrebbe non significare una conseguente ripresa dei consumi: secondo il Censis infatti i consumatori sembrano ancora incerti su come orientare questa maggior disponibilita’ di denaro.
Intanto sotto il peso della crisi le banche frenano i prestiti e a farne le spese sono soprattutto le pmi e le famiglie.

Fonte :http://www.ansa.it/

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Concludo con una considerazione presa da un articolo uscito sul sito http://www.ilsole24ore.com

Lo dice Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit che dice parlando della funzione delle banche.:

«Siamo come le industrie farmaceutiche, solo che non c’è il dottore che prescrive il prodotto e siamo noi stessi che abbiamo anche questo ruolo». «Qualsiasi prodotto una banca vende, sta vendendo del rischi”

rinascita-dalla-crisi1

E intanto chi ha i debiti tribola a pagarli e chi ha i soldi non sa come investirli,

in ogni caso pensando sempre e comunque in positivo si risalira’ e si uscira’ tutti sicuramente da questa “agonia “.


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