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Controllo gestione aziendale-La costanza e' importante?

Quando mi trovo ad insegnare ad un amministrativo mi vengono naturali fare alcune raccomandazioni proprio prendendo come spunto la mia esperienza lavorativa.

Queste raccomandazioni si sono trasformate nell’acronimo C.P.C.M., suggerimenti secondo me basilari per mantenere un controllo di gestione efficace.

Vediamone per ora brevemente solo uno :

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Come controllare le condizioni per fare sentire “sotto esame” il funzionario bancario

Come fare sentire “sotto esame” il funzionario bancario

Articolo di Patrizio Gatti tratto dal blog www.GiacomoBruno.it

Nel marzo 2008 mi sono trovato con un cliente che mi ha conferito l’incarico di controllare le trattative bancarie, di fronte ad una impiegata di un Istituto di Credito che aveva il compito di seguire le imprese.
Le ho fatto notare che le condizioni che applicavano all’impresa in questione erano troppo alte chiedendole di verificare la possibilità di un rimborso sulle condizioni passate.
La Sua risposta è stata che per il passato sarà difficile riottenere qualcosa e se comunque il mio cliente aveva visto che non le venivano applicate le condizioni trattate e non andavano bene avrebbe dovuto farlo presente un po’ prima .

Conoscendo la potenzialità del mio cliente le ho letto le condizioni che ci applicano in altri istituti chiedendole di verificare se anche la loro banca voleva adeguarsi oppure nostro malgrado saremmo stati costretti a spostare il lavoro da altre parti .

Come quasi per miracolo dopo aver sentito i suoi superiori ci è stato comunicato che saranno applicate le condizioni molto più favorevoli .

Morale della storia :
E’ evidente che con aziende che hanno il rating (valutazione) molto buono hai molto potere di negoziazione ed è quindi più semplice ottenere buone trattative.

Questo è solo un esempio tra i tanti che mi capitano nel mio lavoro e quello che ne viene fuori è che il metodo di comportamento nei confronti del Bancario di riferimento ora ce lo dovrebbe suggerire il nostro punteggio, cioè non possiamo pretendere ottime condizioni se abbiamo una valutazione di rating poco soddisfacente.

Imparare a conoscere il rating significa anche imparare a conoscere fino a dove si può arrivare in termini di condizioni.
Non aspettare gli estratti conto per scoprire che la Banca ti sta applicando dei tassi o spese troppo alte.

Incontra periodicamente o telefona al funzionario bancario di riferimento e fallo sentire “amichevolmente” sotto esame come lui ti farebbe sentire nel caso di un tuo sconfinamento dal fido di conto corrente .

A Cura di Patrizio Gatti
Autore di “Amministrare l’Azienda

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Nei settori tradizionali la liquidita' diminuisce con l’aumentare del fatturato? E' vero?

Come è possibile che nei settori tradizionali la liquidità diminuisce con l’aumentare del fatturato?Articolo di Patrizio Gatti tratto dal blog www.GiacomoBruno.it

Pur sembrando illogico, nei settori tradizionali, molto spesso la liquidità diminuisce con l’aumentare del fatturato.

Spesso i crediti verso clienti non vengono riscossi nelle tempistiche giuste o addirittura non saldati con la prontezza occorrente a pagare i debiti verso fornitori.

La redditività si riduce con l’assunzione di altro personale . Occorre altro spazio per la struttura, ed aumentano i costi fissi.
Quindi chi punta all’aumento dei fatturati dovrebbe tenere sotto controllo lo sviluppo dell’azienda tramite piani finanziari e budget.

Occorre stare attenti ai finanziamenti per l’espansione cioè non si dovrebbe mai, a mio avviso, pensare di pagare i debiti con i fatturati sperati

Se non hai le giuste risorse alle spalle nel caso in cui gli incassi non vanno come pensavi, dopo sono “dolori”. Io sono particolarmente fissato con la liquidità aziendale per me è un aspetto che un imprenditore deve curare molto attentamente.

E’ inutile lavorare tanto e non incassare o incassare male, o è un peccato andare a pagare troppi interessi alle banche poiché non è stata gestita bene la parte finanziaria.

Certo, come affrontato anche nell’Ebook “Amministrare l’Azienda”, questa affermazione può essere in parte smentita da chi ha completamente un business online dove i costi generalmente sono inferiori a quelli di un’azienda operante nei settori tradizionali e gli incassi vengono fatti prima di dare il prodotto servizio.

E tu cosa ne pensi?
A presto…

A Cura di Patrizio Gatti
Autore di Amministrare l’Azienda


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Amministrare l'Azienda -il mio ebook su Autostima.net

L’8 luglio 2008 sarà pubblicato il mio ebook “Amministrare l’Azienda ” da Bruno Editore – Autostima.net il più grosso editore online italiano di ebook .

amministrare-azienda-ebook

L’Ebook è stato pensato per chi intende iniziare una attività , all’imprenditore che vuole avere una guida veloce all’impiegato che vuole avere una base per il controllo aziendale ed anche ad un neo laureato con un ottima preparazione teorica ma non pratica .

Vedrai come pianificare i movimenti bancari , la gestione dei finanziamenti, e come impostare un primo controllo di budget economico, il punto di pareggio e a cosa serve.

Non si tratta di teoria ma vengono anche fatti esempi concreti. Forse è meglio che ti lascio alla pagina di presentazione

Clicca qui per conoscere maggiori dettagli

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Deducibilita' degli interessi passivi alla luce della Finanziaria 2008

La Finanziaria 2008 pur diminuendo l’ aliquota IRES dal 33% al 27,5% ha introdotto importanti modifiche al calcolo della base imponibile tra cui quella riguardante gli interessi passivi.

I soggetti coinvolti in questo nuovo meccanismo sono soltanto le società di capitali escluse banche e società finanziarie.

Secondo le nuove regole gli interessi passivi sono interamente deducibili fino a concorrenza degli interessi attivi e altri proventi equiparati.

L’eventuale eccedenza è deducibile nel limite del 30% del risultato operativo lordo della gestione caratteristica (ROL).

Per risultato operativo lordo della gestione caratteristica si intende la differenza tra il valore della produzione e i costi della produzione. Gli interessi passivi che, in seguito al calcolo sopra illustrato sono indeducibili, possono essere rinviati ai periodi d’imposta successivi.

Anche per gli interessi passivi rinviati al futuro si applica la regola che l’eccedenza degli interessi passivi su quelli attivi non deve superare il 30% del risultato operativo lordo.

La nuova regola si applica a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2007.

Tuttavia la Finanziaria prevede delle particolari agevolazioni per primi due anni di applicazione delle nuove disposizioni:

primo anno di applicazione: il limite di deducibilità è incrementato di 5.000 euro

secondo anno di applicazione: il limite di deducibilità è incrementato di 10.000 euro

regime di deducibilità degli interessi passivi ha evidenziato una forte penalizzazione per le imprese, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni, che generalmente hanno scarsa liquidità e ricorrono frequentemente al credito bancario per i loro investimenti.

Di fatto questa importante novità non tiene conto della reale situazione economica – finanziaria del nostro Paese in quanto un’ impresa che si trova in una situazione di indebitamento non solo deve sostenere rilevanti interessi passivi ma non beneficia neppure dell’ alleggerimento della pressione fiscale attraverso la riduzione dell’ aliquota IRES che addirittura aumenta.

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Filosofie di contabilità direzionale: IL JUST IN TIME

Il Just in time ,detto anche gestione a scorte zero è una metodologia con la quale si tende a ridurre le attività che non aggiungono valore al prodotto /servizio finale ; ogni attività svolta in azienda deve giustificarsi per il contributo dato alla creazione del valore, sia in termini di contenimento dei costi che in termini di incremento di ricavi .

acquisti-just-in-time-magazzino-aziendale

Infatti uno degli obiettivi delle logiche attribuite al Just in time consiste nell’individuare e tendere alla riduzione di quelle attività che non sono funzionali all’incremento del valore prodotto, appurando quale sia il valore aggiunto che ogni spesa origina e portando il reddito di impresa ad essere la sommatoria degli stessi generati dalle varie funzioni .

Adattando la filosofia del Just in Time si possono ottenere vantaggi più competitivi poiché l’Azienda , avendo meno costi strutturali , sarà maggiormente flessibile ed aperta all’innovazione riuscendo a rendere disponibile risorse che altrimenti avrebbero dovuto essere impegnate nelle classiche operazioni legate alla gestione di magazzino .

Il Just in Time avvicinando l’azzeramento delle scorte tende a diminuire le spese di trasporto, di fermata , di attesa , riducendo perciò in genere gli sprechi . I materiali devono viaggiare il meno possibile , e le operazioni di carico / scarico e invio in produzione devono essere semplici e veloci.

Il Just in Time può notevolmente ridurre :
a) le scorte con conseguenti risparmi sui costi legati al loro mantenimento
b) costi di ordinazione, ricevimento e controllo ,
eliminando i riflessi negativi sull’efficienza delle lavorazioni e dei servizi alla clientela.

Gli oneri di acquisto materiali e di trasformazione vengono sostenuti in relazione ai prodotti venduti ; sono quindi spesati a costo del venduto e rettificati a fine periodo del valore delle giacenze.
Noterete pertanto la differenza fra il modello classico , dove il magazzino costituisce una posta di “attività” ed il JIT che lo indica come “spreco”

Il Just in Time considera anello importante i Fornitori che , una volta informati degli obiettivi del Cliente , diventeranno un suo partner stretto , assicurando approvvigionamenti senza interruzioni od ostacoli, consentendogli quindi acquisti calibrati che faranno risparmiare molti costi fissi .

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Il Kaizen- miglioramento continuo

Il Controller, pressato dalle sempre più competitive circostanze, deve tendere all’utilizzo di sistemi più evoluti di contabilità direzionale e sacrificare un po’ di tempo alla contabilità generale ed agli aspetti fiscali dedicandolo alla conoscenza di tecnologie delle attività produttive e degli aspetti organizzativi dei nuovi processi, al fine di rientrare nel team di management che tutela ed assicura il valore aggiunto che il Cliente potrà cogliere.

Le imprese giapponesi sono state le prime ad attuare il vantaggio competitivo della produzione snella che indica il minor consumo delle risorse impiegate ad ogni livello organizzativo, ottenendo il massimo rendimento grazie all’esatto impiego dei flussi produttivi, riducendo al minimo il magazzino (just in time e kanban) e valorizzando il miglioramento continuo dell’intera organizzazione (kaizen).

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Il metodo IRB influenza il costo per l'impresa

Col nuovo accordo di Basilea 2 le banche saranno vincolate ad accantonare più capitale a fronte di crediti per aziende più rischiose. Per calcolare tale capitale il Comitato di Basilea lascia libertà alle Banche di scegliere quale metodo adottare per l’attribuzione dei rating. Il metodo Standard che basa le stime dei rating ad agenzie specializzate esterne , e i metodi di stima interna che sono il metodo IRB base ed il metodo IRB avanzato .

Il punto di arrivo, per la quasi totalità del sistema bancario, sarà l’adozione dei sistemi IRB

Ciò comporterà nei prossimi anni un ampliamento dei differenziali di competitività tra le banche più organizzate e quelle che, continueranno per un periodo più o meno lungo ad adottare il metodo standard .
Le banche che decideranno di applicare questo l’approccio IRB dovranno calcolare due input:
la probabilità di insolvenza (PD) e la perdita attesa dopo l’inadempienza LGD input importante che varia al variare delle garanzie prestate .
Con il metodo IRB la banca sarà in grado di quantificare e stimare correttamente un coefficiente di rischio per ogni impresa .
L’accordo Basilea 2 prevede che gli Istituti di Credito che si avvalgono dei metodi IRB vengono premiati, rispetto a quelli che rimangono agganciati al metodo standard: a parità di qualità delle esposizioni, ad esse viene infatti richiesto di possedere un capitale di vigilanza inferiore ed i costi del denaro per i clienti sono destinati ad essere influenzati dal processo di stima del rischio (quindi dal rating a loro attribuito).
Per una impresa è fondamentale che il rapporto CV / EAD (capitale di vigilanza da accantonare) sia il più basso possibile , infatti più basso è il Capitale di vigilanza accantonato e minore sarà il costo per l’impresa .

E’ utile che le imprese che se lo possono permettere cerchino le banche che, stimano il rischio con criteri IRB, perciò vengono premiate in termini di minore capitale di vigilanza che devono stanziare, e sono pertanto in grado di applicare condizioni migliori.
Le imprese che sapranno accorgersi di questo processo e avranno la forza di cercare la banca che fa per loro saranno quelle che beneficeranno dell’introduzione dell’Accordo.

FONTI:

Basilea2: Come ragioneranno le banche di Marco Lorenzo Riva – Diamint.com Srl Editore
Basilea 2 :La possibile svolta positiva per le PMI (Gabriele Sabato) Rivista Basilea 2 n. 2 aprile-giugno 2005 -Editrice le Fonti

Le informazioni contenute nel presente articolo sono state predisposte dalla Plan Consulting come ulteriore servizio reso ai nostri Visitatori.
Esse costituiscono solo una introduzione generale alla materia e pertanto Vi raccomandiamo di richiedere un parere legale o consulenziale specifico riferito al concreto caso di specie prima di prendere qualsivoglia provvedimento basato sulle informazioni qui contenute.
La Plan Consulting declina ogni responsabilità derivante da eventuali provvedimenti presi o non presi sulla base di quanto riportato nel presente articolo.

Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto

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BASILEA 2 E IAS

L’ adozione dei principi contabili internazionali da una parte e l’ entrata in vigore di Basilea 2 dall’ altra, rappresentano una vera e propria rivoluzione epocale che porterà un profondo cambiamento nel rapporto banca-impresa ed una nuova metodologia di analisi dei bilanci.
In particolare con Basilea 2 il rapporto banca-impresa dovrà basarsi sulla maggiore chiarezza informativa possibile. Per le banche diventerà fondamentale poter misurare correttamente i parametri che entrano nel calcolo del rating e ciò dipenderà direttamente dalla possibilità di raccogliere e gestire i dati necessari.
Oltre alle informazioni di natura quantitativa esposte nei bilanci aziendali, saranno fondamentali anche conoscenze di tipo qualitativo, ad esempio relative all’ imprenditore e al suo management, alla bontà dell’ iniziativa, al contesto economico in cui l’azienda opera e la posizione strategica che essa ricopre.
L’ insieme delle informazioni raccolte dovranno fornire un quadro completo sull’ impresa, sia dal punto di vista patrimoniale e finanziario, sia sotto l’ aspetto degli obiettivi di crescita e delle prospettive di mercato. Da questo punto di vista il business plan è lo strumento ideale per mezzo del quale il flusso informativo tra banca ed impresa trova la più corretta espressione.
Questa è la vera chiave del nuovo rapporto banca-impresa, che dal 2007 dovrà improntarsi su: maggiore correttezza e trasparenza nelle operazioni creditizie, una più stretta collaborazione affinché la banca possa valorizzare nel rating le peculiarità di ogni azienda.
Una maggiore trasparenza informativa è indispensabile inoltre per ottenere un rating realistico ma, soprattutto, per evitare che l’azienda sia “ostaggio” di valutazioni empiriche ed a volte approssimative.
Quindi, se Basilea 2, con l’introduzione di nuove misure di rischio creditizio, aiuta la valutazione di una banca nei confronti delle imprese, i principi contabili internazionali aiutano le imprese a rendere più trasparenti i propri bilanci.
In particolare Basilea 2 induce le imprese ad effettuare una valutazione sulla propria situazione finanziaria, economica e patrimoniale differente rispetto al passato in modo da ottenere il parere favorevole della banca nell’ ottenimento del credito. Questa nuova ottica induce già le aziende a riorganizzarsi e a rivedere gli indici di bilancio al fine di ottenere l’ esito favorevole per la concessione del credito, poiché si potrebbe verificare l’ ipotesi in cui dall’analisi di bilancio si ricaverebbero dei risultati espressivi di una non sana gestione che impedirebbero alla stessa di usufruire del credito.
L’ analisi di bilancio deve essere vista con i suoi riflessi positivi nel senso che un analista in seguito agli indici ottenuti può dare all’impresa dei preziosi suggerimenti relativamente alle scelte da intraprendere.
Pertanto non può essere eseguita più un’ analisi della gestione aziendale in modo superficiale ma questa deve essere lo strumento guida di indirizzo delle scelte aziendali.
Fino ad oggi siamo stati interessati da una visione statica dell’ azienda mentre da adesso in poi ci troveremo in una realtà dinamica.
In altri termini il nuovo bilancio non deve fotografare l’ azienda solo ad una certa data bensì deve divenire uno strumento di informazione finanziaria per tutti gli operatori economici.
Con l’ introduzione degli IAS/IFRS il bilancio da strumento rigido è diventato flessibile con lo scopo di proiettare l’ impresa al futuro.

Fonti:
– Rivista ” Basilea 2-verso un nuovo rapporto banca-impresa, n.3 maggio-giugno 2006, articolo di Rosita Donzì, editrice “Editrice Le Fonti S.r.l”;
– Rivista ” Basilea 2-verso un nuovo rapporto banca-impresa, n.4 luglio-agosto 2006, articolo di Rosita Donzì, editrice “Editrice Le Fonti S.r.l”;

Le informazioni contenute nel presente articolo sono state predisposte dalla Plan Consulting come ulteriore servizio reso ai nostri Visitatori. Esse costituiscono solo una introduzione generale alla materia e pertanto Vi raccomandiamo di richiedere un parere legale o consulenziale specifico riferito al concreto caso di specie prima di prendere qualsivoglia provvedimento basato sulle informazioni qui contenute.
La Plan Consulting declina ogni responsabilità derivante da eventuali provvedimenti presi o non presi sulla base di quanto riportato nel presente articolo.

Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto

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A cura di Dott.ssa Alessandra Gervasi Ufficio Finanziamenti Plan Consulting

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Appunti sulla creazione del valore

Per far in maniera  che la creazione del valore diventi uno dei principi fondamentali della pianificazione aziendale , il Management dovrà avere la piena coscienza che tale elemento dovrà essere riferimento essenziale per ogni decisioni importante e atto a misurare il valore non unicamente a livello di Impresa , ma anche a livello di singoli e specifici business, arrivando alla determinazione e distinzione tra quelli che creano a quelli che potrebbero distruggere “Valore” .

Ogni scelta seguirà un percorso logico coinvolgendo i livelli operativi con strumenti adeguati, quale il controllo di gestione che dovrà prestare la massima attenzione al processo decisionale mediante un approccio basato sulla “pianificazione del valore” .

 

Il Controller avrà quindi la possibilità di monitorare le azioni di miglioramento evidenziando la dinamica economica.

E’ fondamentale quindi, che il Controller esegua un’analisi interna volta ad individuare le modalità di creazione di valore dell’Impresa scindendo dopo un esame del margine operativo lordo, del capitale circolante netto e del capitale fisso , fra quelle legate alla gestione dell’attivo da quelle del passivo.

Si rileverà quindi creazione di valore se:

1) il risultato degli investimenti è superiore al costo del capitale

2) il costo del capitale effettivo è inferiore al costo del capitale al momento realizzabile

Si avrà distruzione di valore se:

1) il rendimento degli investimenti è più basso al costo del capitale

2) il costo del capitale effettivo è più rilevante al costo del capitale attualmente realizzabile

Comunque l’analisi del processo di creazione di valore dell’azienda non sarà unicamente interna, che sappiamo affronta i dati storici ed i mercati finanziari, ma non trascurerà i temi clientela e concorrenza, tenendo presente tuttavia che la creazione di valore per il cliente , pure essendo necessaria , non è sufficiente a sostenerla nel tempo.

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