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Come Gestire l’Amministrazione della Mia Piccola Impresa? Colloquio con un Piccolo Imprenditore!

Le aziende prestano troppa attenzione a quanto costa fare certe cose. Dovrebbero preoccuparsi di più di quanto costa non farle.Philip Kotler

I primi giorni del mese di maggio 2015 a Massa, tramite un amico, ho avuto un colloquio con un “Piccolo ” Imprenditore artigiano (piccolo inteso che l’impresa ha meno di 15 dipendenti), che dopo aver fatto il dipendente , da circa tre anni, ha aperto un’impresa metalmeccanica.

Lui mi ha chiamato perché doveva acquistare dei macchinari e per questo voleva sapere se c’erano agevolazioni, e quali potevano essere le forme di finanziamento più adatte per la sua impresa . Una volta dato alcuni chiarimenti su quello che secondo me avrebbe potuto fare, ci stavamo salutando, quando gli ho dato un biglietto da visita .

In quel mentre Lui guarda il biglietto, lo gira e lo rigira e poi mi chiede:

“Ma tu Patrizio che cosa fai esattamente nelle Aziende ?”

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Un pezzo della mia storia nell’ebook “Da Dipendente a Professionista ” ?

All’incontro Autori di Bruno Editore nel settembre 2010 a Roma ho conosciuto Laura Tentolini e Alessandro Muscinelli autori dell’ebook “Dalla Vetrina al Magazzino

In quell’occasione essi mi dissero che avevano in progetto di scrivere un manuale per aiutare chi avesse intenzione di lasciare il lavoro da dipendente per mettersi in proprio.

Io dissi a Laura e Alessandro che era ciò che avevo vissuto io, anche se sono sempre rimasto molto attaccato al mio ex datore di lavoro, imprenditore da me stimatissimo e per me un vero mentore col quale tutt’oggi ho l’onore di collaborare.

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Basilea 3: Aumento del costo del credito non proprio cosi' automatico?

In questi giorni continua a tener banco nei quotidiani economici , nei siti e  nei blog che parlano di economia   ,  Basilea 3 , un tema ancora poco chiaro che  in qualche maniera si spera ancora che  non dovrebbe ritorcersi contro il reperimento della liquidita’ per le imprese.

Intanto dal sito www.asca.it ho preso la notizia  dalla quale sembra che il paventato aumento del costo del credito potrebbe non essere così automatico:

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Amministrare l'Azienda : "Vota l'ebook" Simpatica iniziativa di Bruno Editore!

Ciao , oggi voglio parlarti di una simpatica idea di Bruno Editore , la Casa Editrice leader per gli ebook in Italia , che ha lanciato l’iniziativa “Vota l’ebook “ .

Il mio ebook “Amministrare l’Azienda “ pubblicato nel luglio 2008 da Bruno Editore è tra gli ebook presenti in “gara “.

L’Autore dell’ebook che sarà più votato vincerà un premio che per il momento è top secret.

Non ti nascondo che mi incuriosisce la cosa.

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Come non fare diventare sproporzionato il Magazzino di un negozio!!!

Come non aumentare il valore del Magazzino


Alla fine di febbraio 2010 è venuta da me una giovane commerciante che dopo anni   di attività ,un negozio di articoli  vari e per la casa, mi dice che  non riesce a diminuire lo scoperto di conto corrente anzi il suo fabbisogno di finanziamenti aumenta costantemente.

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Balanced Scorecard-Le piccole aziende la utilizzano?

Il controllo dell’azienda tramite strumenti come la Balanced Scorecard può essere molto interessante oltre che importante nei risultati .

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Ma le piccole imprese la utilizzano?

Intanto vediamo cosa è:

La Balanced Scorecard e”  una scheda di reporting che misura determinati indicatori bilanciati tra gli obiettivi finanziari di breve termine e le prestazioni aziendali di lungo termine.

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Aziende: Interventi di garanzia per gli investimenti

Negli articoli precedenti   Aziende: Interventi di garanzia per la liquidita’ e

Alcuni Interventi di garanzia per la liquidita’ delle imprese

abbiamo visto l’esempio di alcuni interventi che stanno facendo le Regioni per contrastare la forte crisi economica finanziaria che ci ha  colpito  ed in particolare è stata presa in esame la Toscana

Si chiude l’argomento con l’elenco di chi puo’ accedere alle garanzie.

garanzia-finanziamenti

Possono accedere alla garanzia le piccole e medie imprese  che effettuino l’intervento nella Regione Toscana ed operino nei settori dell’ industria,  del commercio,  del turismo,  dei servizi e  dell’ artigianato. I parametri da rispettare sono gli stessi previsti per gli interventi di garanzia sulla liquidità.

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Rating-Solita azienda valori differenti in piu' banche???

Continuo volentieri con le risposte alle domande che alcuni amici lettori iscritti alla newsletter mi hanno inviato .

Ora è la volta di rispondere ad Alvaro Cannito riporto  qui in parte quanto scritto nella sua e mail :
“In riferimento alla rilevazione dello “scoring” e del “rating” ai   fini del merito creditizio, non vi è uniformità da parte delle banche  nel considerare i medesimi parametri. E così, capita, che alla
piccolissima azienda vengono attribuiti valori (giudizi, pesi, etc)  differenti a seconda dell’Istituto Bancario che ha analizzato i  bilanci della medesima. Non ritieni che tutto questo sia paradossale?”



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Nel caso in cui ci fossero valutazioni notevolmente differenti nello scoring di bilancio tra uno Istituto ed un Altro , in effetti il tutto potrebbe essere preso in esame,  e  il caso  potrebbe anche essere giudicato paradossale .

Tuttavia l’accordo di Basilea II lascia alle banche la libertà di utilizzare metodi di calcolo differenti purche’ in essi siano considerati gli stessi principi di valutazione, per cui si avvicinino a risultati simili.

Ciascuna banca valuterà l’impresa secondo dati completi, oggettivi, documentati e storici.

Pertanto, è altamente probabile che un’impresa possa essere inserita dalla banca X nella classe di rating BBB + e nella banca Y nella classe A-

Per l’ ‘assegnazione del Rating assumono rilevanza il tipo di informazioni ottenute dalle imprese che possono essere di tipo quantitativo o qualitativo.

Con le informazioni quantitative (dati scritti e documentati rivolti al passato) si calcolano :
· il punteggio (scoring) di bilancio determinato da bilanci, rendiconti finanziari e dichiarazioni dei redditi
· lo scoring andamentale che viene calcolato dall’evoluzione del rapporto bancario , dalla Centrale Rischi. e CRIF.
Con le informazioni qualitative si calcola lo scoring derivante da dall’esame del business plan e/o dal budget, da notizie sull’azienda e sul suo management, organizzazione e sistemi di controllo gestionali, grado di innovazione etc…

Quindi diventa anche importante l’autovalutazione  del merito di credito in modo da andare in banca e sapere come  e sino a dove si può arrivare a chiedere finanziamenti .

Inoltre per l’eventuale diversità di punteggio , gioca la diversità dello scoring interno che ogni banca dà sull’utilizzo del rapporto bancario.

A volte basta un insoluto a penalizzare una banca quindi nella Banca A abbiamo un rating inferiore che nella Banca B  dove non abbiamo ricevuto insoluti.

A cura di Patrizio Gatti

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Societa' di capitali- Alcuni Vantaggi e svantaggi

Dopo aver pubblicato i precedenti post

Piccola azienda-Impresa individuale o che forma giuridica??

Societa’ di persone?- Regime opzionale di tassazione

si conclude la prima serie di 3 articoli per rispondere alle domande pervenuteci via e mail dai ns. iscritti  in questo caso da Giovanni Sgaramella .

Iscriviti  alla ns. newletter per fare la tua domanda tramite e mail.

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Società di capitali alcuni cenni

Le società di capitali, contrariamente a quelle di persone, sono dotate di personalità giuridica, rappresentano cioè dei “soggetti di diritto”, capaci di assumere obbligazioni e  diritti che nascono dallo svolgimento dell’ attività d’ impresa.

Le società di capitali sono:
la società a responsabilità limitata (S.r.l), che è la forma più piccola di società di capitali, dove i soci esercitano l’ attività ma l’ amministrazione può essere affidata anche a non soci. Il capitale sociale non può essere suddiviso in azioni, pertanto la partecipazione sarà caratterizzata da “quote”, e i diritti in capo ai soci in misura proporzionale ad esse.
la società per azioni (S.p.a), che è la forma giuridica tipica per imprese con un tasso di rischio e volume di investimento elevati. Il capitale sociale è suddiviso in azioni e i soci sono responsabili nei limiti del capitale sottoscritto.
la società in accomandita per azioni (S.a.p.a), forma che, a dire il vero, non ha mai avuto grande diffusione. La sua caratteristica  peculiare è la coesistenza di due tipi di soci: accomandanti, esclusi dall’amministrazione e responsabili limitatamente al proprio conferimento, e  accomandatari, amministratori di diritto, personalmente e illimitatamente responsabili.

Nelle società di capitali l’ elemento personale è molto più sfumato e scompare dietro quello, preponderante, del capitale.
Il capitale è il valore dei conferimenti dei soci ed essendo l’ unica forma di garanzia per i creditori è la legge stessa a determinarne l’ ammontare minimo.
In particolare nelle società per azioni il capitale sociale minimo previsto è di almeno 120.000,00 Euro mentre nelle società a responsabilità limitata il limite è di 10.000,00 Euro.

Per questo motivo, oltre che naturalmente per la gestione più semplificata e leggera, la S.r.l è il modello societario adatto alle imprese di importanza minore rispetto a quelle organizzate in S.p.a.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi delle società di capitali?

Enormi vantaggi a livello fiscale in quanto gli utili dell’ azienda sono liberamente gestibili, possono essere accumulati e distribuiti ai soci nei momenti fiscalmente più convenienti.
Gli svantaggi derivano soprattutto dalle elevate spese di costituzione e di gestione.

Per la loro costituzione, oltre alle spese notarili sono previste imposte di registro proporzionali al capitale sociale e alla natura dei conferimenti.

Anche le spese di gestione sono particolarmente onerose.

Ad esempio convocare un’ assemblea di una S.p.a con numerosi azionisti comporta il sostenimento di costi per la pubblicazione della convocazione, spese per l’ affitto del locale, ecc…
Da ultimo, ma non per importanza, se non vengono rispettate le norme contabili e fiscali i soci sono esposti in termini di responsabilità. Fondamentale quindi affidare la conduzione dell’ impresa a persone fidate ed esperte.

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A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra

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Saranno le Imprese femminili a farci superare la crisi ??

 

Saranno le aziende guidate da donne a farci superare la crisi?

 

“Ogni volta che si è sull’ orlo del precipizio, arrivano le donne che sanno come fare quadrare i bilanci” (Lina Sotis).

Il “boom” delle imprese al femminile che ha caratterizzato gli ultimi 5 anni ha subito un netto rallentamento ma il trend resta comunque positivo.

 

In un solo anno sono nate 5.523 imprese femminili portando il numero complessivo a 1.243.824 aziende attive. Un aumento certo non vistoso (+0,45 per cento) che tuttavia spicca se paragonato all’ immobilità del tessuto imprenditoriale del Paese.

In altre parole grazie alle donne il saldo segna zero, senza di loro sarebbe stato negativo.

Questo è quanto emerge dall’ Osservatorio dell’ Imprenditoria femminile sui dati forniti da Infocamere relativi al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio. Molte le novità.azienda-impresa-femminile


La forma giuridica scelta dalle neo imprenditrici presenta forti trasformazioni: si favoriscono le società di capitale, di persone, cooperative e consorzi, rispetto alle imprese individuali che restano comunque di gran lunga le più diffuse, almeno in Italia.


Cambia anche il profilo settoriale: donne sempre più alla conquista di settori produttivi fino ad oggi di tradizionale competenza maschile. Si riduce il numero delle aziende nell’ agricoltura e nel commercio mentre sempre più dinamico si rivela il settore dei servizi alle imprese, ovvero attività immobiliari, noleggio, ricerca, informatica oltre ai mercati delle costruzioni e dei trasporti.


Ma e’ soprattutto il contributo dell’immigrazione la vera sorpresa nell’imprenditoria femminile degli ultimi dodici mesi. Ben il 71 per cento (pari a 3.921 unita’) e’ costituito da iniziative imprenditoriali di tipo individuale con a capo una donna extra-comunitaria.


Escludendo la nazionalita’ svizzera, per evidenti legami di vicinanza con l’Italia, le nazionalita’ piu’ rappresentate tra le donne titolari d’impresa sono quella cinese, marocchina e nigeriana.


La concentrazione maggiore si registra in termini assoluti in Lombardia, ma è la Toscana che ospita il numero più elevato di imprenditrici immigrate in proporzione al numero di imprese individuali residenti. Il record provinciale va a Prato, dove oltre un’ impresa ogni 4 ha una titolare straniera.


Altro dato significativo è l’ aumento delle donne nella cosiddetta “stanza dei bottoni”……

I dati sono buoni e incoraggianti, la crescita delle donne alla dirigenza di imprese rappresenta non soltanto un fatto economico nuovo, ma tende a cambiare gli scenari socio-culturali del nostro paese, da sempre guidato dagli ‘uomini’.

Addio cravatte e benvenuti tacchi a spillo.

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