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Il "Linguaggio Bancario" !!? E' facile capirlo?

Prendo spunto da questo divertente Video di Enrico Brignano, Puntata Di Zelig del 24-11-2008,


per descrivere un episodio che mi è capitato che non è del tutto lontano da questa scena.

Nell’estate 2008 un mio Amico/cliente di nome Gianni mi chiede di accompagnarlo presso una Banca e di seguirlo per l’apertura di un nuovo conto corrente bancario con relativa pratica di richiesta di fido per la sua impresa.

In un primo colloquio con la funzionaria di riferimento, Gianni legge le condizioni che vengono applicate alla sua ditta dal nuovo Istituto di Credito, chiedendo che gli venissero applicati i tassi e le spese del precedente conto bancario.

Naturalmente in fase di apertura viene detto dall’Impiegata che sarà fatto il possibile per poter adeguarsi a tali condizioni.

In seguito all’apertura, subito dopo le prime operazioni, cominciarono ad arrivare le contabili nelle quali le spese non erano quanto avrebbero dovuto essere.

Gianni mi incarica di andare presso la “nuova banca” per ricontrattare le condizioni dicendo che se l’Istituto non si sarebbe adeguato a ciò che era stato richiesto la sua Ditta avrebbe chiuso immediatamente il rapporto di conto corrente, poiché veniva meno la convenienza per la sua azienda.

Dopo varie “peripezie” la funzionaria vuole chiamare al telefono il cliente per spiegargli cosa era successo.
Mentre i due parlavano a ma veniva da sorridere poiché la signora seppur indubbiamente preparata e tecnicamente molto brava, parlava in maniera troppo “Bancaria”.

Io ero sicuro che Gianni non avrebbe capito tutto ciò che Ella diceva, non perchè il mio amico non è preparato o colto, anzi, è un Ingegnere informatico ed è titolare di azienda con dipendenti e collaboratori, ma perchè lei parlava di rating, spread, indici di bilancio, centrale rischi, scoring e dava per scontato che lui sapesse tutti i significati dei termini tecnici.

Alla fine della telefonata Lei mi dice “OK è tutto chiarito”.


Io dico “ BENE

Esco dall’ufficio non passano nemmeno 3 minuti che mi chiama Gianni e mi dice: “ma che diamine ha detto??? Ho capito qualcosa ma me lo puoi rispiegare?”

Dopo varie ricerche di ciò che era successo la spiegazione della responsabile dell’Istituto è stata che non hanno potuto mantenere le condizioni in quanto il RATING (valutazione del merito di credito) che gli assegnava la Banca sulla base dei redditi dell’anno precedente e del bilancio, era troppo basso per poter applicare le ottime condizioni che la sua banca storica già gli applicava.

Come pensi sia andata a finire??

A Cura di Patrizio Gatti
Autore di “Amministrare l’Azienda”


Articolo pubblicato su www.giacomobruno.it

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Ebook Gratuito di Patrizio Gatti-Spunti di Amministrazione Aziendale

Ciao

Dopo aver pubblicato vari articoli sul blog di Bruno Editore e sui miei blog

ho deciso di metterne insieme 11 per creare un Ebook gratuito che ti possa servire

da spunto per l’Amministrazione aziendale .

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Patrizio Gatti di "Amministrare l'azienda" intervistato da Alex Billico

Nel mese di luglio 2008 sono stato invitato e devo dire con piacere a fare una mini-intervista da uno degli internet marketer di successo del momento .

Di chi stò parlando ???

Di Alex Billico di www.7eurobazar.com.

Alex mi ha intervistato e con piacere ho risposto alle sue domande sull’amministrazione dell’azienda .

Questa è una piccola intervista introduttiva nella quale comunque non mi sono risparmiato alcuni consigli per chi amministra un’azienda .

La vera e propria TeleConferenza aperta a tutte le aziende e agli interessati si svolgerà a metà settembre ,

Se scarichi la prima teleconferenza verrai avvisato in anteprima per partecipare clicca qui

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La pianificazione… serve per l'azienda?

“Se non sapete dove state andando, probabilmente finirete da qualche altra parte”

Laurence Peter

business-plan-pianificazione-aziendale

Sono particolarmente legato a questa frase che riassume un po’ il mio pensiero per ciò che riguarda la gestione aziendale, tant’è che prendendo spunto dalla pianificazione ho chiamato la mia società Plan Consulting

Ho sperimentato poi i vantaggi che ne derivano dalla pianificazione ed a quel punto ho adottato strumenti base come budget e pianificazioni finanziarie.

Sono convinto che il fatto di pianificare la gestione aziendale è fondamentale per il nuovo ragionare dell’Azienda, poiché la pianificazione porta e porterà molti piccoli imprenditori a mutare il loro modo di fronteggiare il lavoro, fissando in precedenza degli obiettivi aziendali stabilendo le linee guida per il loro ottenimento e sviluppando azioni e tempi di esecuzioni delle operazioni di gestione.

Una volta stabiliti gli obiettivi realistici e le strategie, entra in gioco il controllo di gestione, che agisce per rendere efficaci ed efficienti tutte le risorse aziendali atte al conseguimento degli obiettivi.

Tra gli obiettivi principali io citerei l’equilibrio finanziario e la compatibilità delle risorse reali con programmi di sviluppo, perciò il controllo di gestione deve essere esteso anche all’area finanziaria permettendo la pianificazione delle risorse e dei bisogni, facendo in maniera che l’attenzione dell’imprenditore sia concentrata non solo all’aumento dei fatturati, ma anche all’ ottimizzazione dei flussi finanziari.

Consiglio vivamente di applicare la pianificazione per chi vuole mettere sotto controllo la propria azienda perché ti fa rendere conto di come ti incamminerai da un punto di vista finanziario e di quali e quante fonti di finanziamento hai bisogno.

Come specificato anche in Amministrare l’Azienda trattandosi di previsione, può succedere che alcuni importi possono cambiare probabilmente però ci si avvicinerà al saldo preventivato, e se comunque succedono degli imprevisti, con dei semplici accorgimenti, ti puoi preparare a organizzarti in qualsiasi situazione.

A Cura di Patrizio Gatti,

Articolo pubblicato anche nel  blog di Bruno Editore www.giacomobruno.it
Autore di “Amministrare l’Azienda

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Ciao Patrizio Gatti

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Ebook -Forse è meglio pubblicizzarli offline

Ebook -Forse è meglio pubblicizzarli offline

Per me è stato un piacere vedere pubblicato questo mio articolo  sul blog www.giacomobruno.it ,  il  blog di  Bruno Editore

A pochi avevo detto che avrei scritto un ebook.


Perciò ho cercato di pubblicizzare l’evento anche andando a bussare alla porta di 2 quotidiani locali molto venduti nella mia zona ed ecco un piccolissimo risultato.

Certo nella mia provincia parlare di ebook, secondo me per la stragrande maggioranza della popolazione, è come parlare di un qualcosa di poco concreto o difficile da immaginare.

Prima di me ne aveva parlato, e con gran successo, lo stimatissimo amico Giancarlo Fornei.
Apprezzo moltissimo i 2 giovani giornalisti che mi hanno ascoltato e ringrazio Giacomo Bruno e lo staff completo della Bruno Editore per avermi dato questa occasione.

Invece nelle vostre zone cosa ne pensa la gente?

Ecco 2 brevi articoli:
il primo pubblicato al Quotidiano La Nazione il 24 giugno 2008 –Agenda di Massa – Carrara


Il secondo pubblicato Domenica 6 luglio sul Quotidiano il Tirreno –Cronaca di Carrara

clicca per ingrandire l’immagine

A Cura di Patrizio Gatti
Autore di Amministrare l’Azienda

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Amministrare l'Azienda -il mio ebook su Autostima.net

L’8 luglio 2008 sarà pubblicato il mio ebook “Amministrare l’Azienda ” da Bruno Editore – Autostima.net il più grosso editore online italiano di ebook .

amministrare-azienda-ebook

L’Ebook è stato pensato per chi intende iniziare una attività , all’imprenditore che vuole avere una guida veloce all’impiegato che vuole avere una base per il controllo aziendale ed anche ad un neo laureato con un ottima preparazione teorica ma non pratica .

Vedrai come pianificare i movimenti bancari , la gestione dei finanziamenti, e come impostare un primo controllo di budget economico, il punto di pareggio e a cosa serve.

Non si tratta di teoria ma vengono anche fatti esempi concreti. Forse è meglio che ti lascio alla pagina di presentazione

Clicca qui per conoscere maggiori dettagli

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Deducibilita' degli interessi passivi alla luce della Finanziaria 2008

La Finanziaria 2008 pur diminuendo l’ aliquota IRES dal 33% al 27,5% ha introdotto importanti modifiche al calcolo della base imponibile tra cui quella riguardante gli interessi passivi.

I soggetti coinvolti in questo nuovo meccanismo sono soltanto le società di capitali escluse banche e società finanziarie.

Secondo le nuove regole gli interessi passivi sono interamente deducibili fino a concorrenza degli interessi attivi e altri proventi equiparati.

L’eventuale eccedenza è deducibile nel limite del 30% del risultato operativo lordo della gestione caratteristica (ROL).

Per risultato operativo lordo della gestione caratteristica si intende la differenza tra il valore della produzione e i costi della produzione. Gli interessi passivi che, in seguito al calcolo sopra illustrato sono indeducibili, possono essere rinviati ai periodi d’imposta successivi.

Anche per gli interessi passivi rinviati al futuro si applica la regola che l’eccedenza degli interessi passivi su quelli attivi non deve superare il 30% del risultato operativo lordo.

La nuova regola si applica a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2007.

Tuttavia la Finanziaria prevede delle particolari agevolazioni per primi due anni di applicazione delle nuove disposizioni:

primo anno di applicazione: il limite di deducibilità è incrementato di 5.000 euro

secondo anno di applicazione: il limite di deducibilità è incrementato di 10.000 euro

regime di deducibilità degli interessi passivi ha evidenziato una forte penalizzazione per le imprese, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni, che generalmente hanno scarsa liquidità e ricorrono frequentemente al credito bancario per i loro investimenti.

Di fatto questa importante novità non tiene conto della reale situazione economica – finanziaria del nostro Paese in quanto un’ impresa che si trova in una situazione di indebitamento non solo deve sostenere rilevanti interessi passivi ma non beneficia neppure dell’ alleggerimento della pressione fiscale attraverso la riduzione dell’ aliquota IRES che addirittura aumenta.

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Cosa dovrebbe fare un'impresa con Basilea 2

Sin dal 2003 si diceva che “Il rating porterà le aziende ad occuparsi di più della loro sicurezza futura, evitando di vivere alla giornata”

infatti il miglioramento del rating è un vantaggio non solo per la banca ma lo è soprattutto per l’impresa che acquista potere di acquisto sul costo del denaro e ha condizioni più favorevoli per le concessioni di credito.
A tale proposito ,si rendono necessari l’utilizzo di sistemi di controllo di gestione e di pianificazione, intesa come la capacità previsionale di tenere conto di variabili, dati e azioni volti a orientare l’attività futura verso obiettivi prefissati.

Basilea 2 premierà ovviamente i clienti bancari con rating più elevato ed imporrà quindi agli istituti di credito di lasciare da parte il ruolo di “soli finanziatori”, per muoversi anche verso il settore consulenziale.

Ma questo si è poi avverato? tu cosa ne pensi?

clicca qui se vuoi conoscere il tuo rating

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Il Kaizen- miglioramento continuo

Il Controller, pressato dalle sempre più competitive circostanze, deve tendere all’utilizzo di sistemi più evoluti di contabilità direzionale e sacrificare un po’ di tempo alla contabilità generale ed agli aspetti fiscali dedicandolo alla conoscenza di tecnologie delle attività produttive e degli aspetti organizzativi dei nuovi processi, al fine di rientrare nel team di management che tutela ed assicura il valore aggiunto che il Cliente potrà cogliere.

Le imprese giapponesi sono state le prime ad attuare il vantaggio competitivo della produzione snella che indica il minor consumo delle risorse impiegate ad ogni livello organizzativo, ottenendo il massimo rendimento grazie all’esatto impiego dei flussi produttivi, riducendo al minimo il magazzino (just in time e kanban) e valorizzando il miglioramento continuo dell’intera organizzazione (kaizen).

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Il rendiconto finanziario

A cura di Dott.ssa Alessandra Gervasi

La finalità di un bilancio redatto secondo gli IAS/IFRS è quella di fornire informazioni sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sulle variazioni della struttura finanziaria dell’impresa, utili ad un’ampia gamma di utilizzatori per prendere decisioni in campo economico.
Le informazioni sulle variazioni della struttura finanziaria dell’impresa sono particolarmente utili per accertare la capacità di produrre disponibilità liquide o mezzi equivalenti e per determinare la necessità del loro impiego.
Tali informazioni sono desumibili attraverso la presentazione del rendiconto finanziario, cui è dedicato il principio contabile internazionale IAS 7 “Rendiconto finanziario”.
Il rendiconto finanziario è dunque parte integrante di ciascun bilancio redatto secondo gli IAS e deve essere presentato da tutte le imprese indipendentemente dal tipo di attività svolta (industriale,commerciale o finanziaria) e dal fatto che le disponibilità liquide possano essere considerate il prodotto dell’impresa (come è nel caso degli istituti finanziari).

Il rendiconto finanziario ha lo scopo di presentare le variazioni dei “flussi finanziari” avvenute nel corso dell’esercizio. Per “flussi finanziari” s’ intendono “le entrate e le uscite di disponibilità liquide e mezzi equivalenti”.
Le “disponibilità liquide” comprendono sia la cassa che i depositi a vista mentre le “disponibilità liquide equivalenti” rappresentano investimenti finanziari a breve termine e ad alta liquidità che sono prontamente convertibili in un ammontare certo di cassa.

Il rendiconto finanziario deve dunque presentare i flussi finanziari durante l’ esercizio suddivisi tra attività operativa, attività di investimento e attività finanziaria. In particolare i flussi finanziari generati dall’attività operativa derivano dalle operazioni di gestione che partecipano alla determinazione dell’utile o della perdita dell’esercizio.
L’ammontare del flusso finanziario derivante dall’attività operativa è un indicatore particolarmente significativo poichè fornisce la misura in cui tale attività ha generato flussi finanziari sufficienti a rimborsare prestiti, a mantenere la capacità operativa dell’entità , a pagare i dividendi e a effettuare nuovi investimenti finanziari senza ricorrere a fonti di finanziamento esterne all’impresa.
I flussi finanziari derivanti dall’attività di investimento riguardano gli acquisti o le vendite di immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie. L’informazione distinta del flusso finanziario dell’attività di investimento è¨ importante poichè indica la misura in cui i costi sono stati sostenuti per acquisire risorse destinate a produrre futuri proventi e flussi finanziari.
I flussi finanziari derivanti dall’attività finanziaria comprendono l’ ottenimento o la restituzione di risorse finanziarie sotto forma di capitale di rischio o di debito. L’indicazione distinta del flusso finanziario dell’attività finanziaria è importante in quanto è utile nella previsione di richieste sui futuri flussi finanziari da parte dei finanziatori dell’ impresa.
Oltre alla necessità di una suddivisione dei flussi finanziari per area gestionale di pertinenza, nello IAS 7 non si trovano altre indicazioni specifiche in ordine alle modalità tecniche di redazione del rendiconto finanziario. Da ciò emerge che ci sono ampi margini di discrezionalità tecnica per la sua redazione e che viene data la preferenza al rendiconto redatto in termini di liquidità rispetto alla redazione del rendiconto redatto in termini di variazioni di capitale circolante netto.

Esempio di schema di rendiconto finanziario

A. Flussi finanziari dell’attività operativa
B. Flussi finanziari dell’attività di investimento
C. Flussi finanziari dell’attività finanziaria
D. Flusso netto generato dalla gestione (A ± B ± C)
E. Disponibilità liquide iniziali
F. Disponibilità liquide finali (D ± E)

Fonti:
– Rivista ” Basilea 2-verso un nuovo rapporto banca-impresa”, n.2 aprile-giugno, editrice “Editrice Le Fonti S.r.l”;
– Rivista “Guida alla Contabilità e Bilancio”, marzo 2006, articolo di Alessio Iannucci.

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