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Banche e crisi? Tremonti Bond alcune considerazioni

Riprendiamo il  post introduttivo  precedente per andare a fare alcune considerazioni sui Tremonti Bond, e cosa comporta per aziende e famiglie.

tremonti-bond-un-paracadute-per-le-banche

La prima considerazione da fare riguarda il costo del finanziamento. Supponiamo che una banca  faccia richiesta dei Tremonti Bond, la banca dovrà impegnare questi soldi per prestarli ad aziende e famiglie.

Ma a quali tassi?

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Crisi banche:Tremonti Bond anche per sostenere il credito alle aziende??

In questi giorni hai  sicuramente sentito parlare dei cosiddetti “Tremonti Bond” previsti dal piano anti-crisi del Governo Italiano. Di cosa si tratta?

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I Tremonti Bond sono obbligazioni speciali emesse dalle banche quotate e sottoscritte dal Ministero del Tesoro per sostenere la capitalizzazione degli istituti di credito ed evitare che si scarichino gli effetti della crisi sull’ economia reale.

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Aziende e Credit Crunch- Alcune ripercussioni sulle imprese

Riprendo l’articolo precedente e andiamo a vedere  Quali sono le ripercussioni sulle imprese?

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La riduzione del credito è un fenomeno generalizzato e penalizza non solo le imprese inefficienti che magari sarebbe anche un bene uscissero al mercato, ma anche le imprese buone, sane, che sono “bancodipendenti”.

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Finanziamenti per Aziende-Banche e Credit Crunch

Termini inglesi come “credit crunch”, “credit and liquidity crisis” o “global financial crisis” sono ormai entrati nel linguaggio comune.

aziende-banche-credit_crunch

Tutte parole e frasi riconducibili a tre  semplici  concetti:  crisi finanziaria, stretta  creditizia e crisi economica mondiale.
Ma cosa si intende per credit crunch e soprattutto il fenomeno è reale?
Sull’ esistenza del credit crunch , ovvero la stretta creditizia”, si è discusso a lungo.

Nonostante le banche sembrano far muro, negando o minimizzando il problema, il fenomeno esiste ed è percepito soprattutto dai piccoli e medi imprenditori che sempre più spesso si vedono chiudere le porte del credito in faccia.

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Aziende: Interventi di garanzia per la liquidità

I fondi di garanzia stanno sempre più assumendo un’ importanza strategica per l’ economia.

finanziamenti-fronteggiare-crisi-economica-finanziaria

Da semplici strumenti finanziari a leva per contrastare la profonda crisi del credito che sta comportando una consistente riduzione degli affidamenti bancari.
Prendiamo per esempio La Regione Toscana punta che al potenziamento dei fondi di garanzia: 54 milioni di euro a disposizione, di cui 15 per la ristrutturazione del debito, 33 per investimenti e 6 milioni da erogare ai Confidi per concedere garanzie alle aziende.

Sono stati costituiti due nuovi fondi di garanzia per le piccole e medie imprese.

Il primo, “Interventi di garanzia per la liquidità”,  servirà a rifinanziare il debito a medio termine delle imprese.

Ciò significa dare ossigeno ad aziende troppo esposte con debiti a breve e consentire di passare a debiti a medio lungo termine.

Il secondo, “Interventi di garanzia per gli investimenti”, sarà utilizzato per finanziare nuovi investimenti.

I fondi copriranno fino all’80 per cento del finanziamento bancario ( il massimo consentito dalla legge).

Il costo del denaro per le piccole e medie imprese toscane è in linea con quello stabilito dal Protocollo d’Intesa Regione/Banche, ovvero tra lo 0,80 e l’ 1,55 per cento.
Inoltre è stato deciso che se un’ impresa ha un mutuo di 8 anni e ha bisogno di un po’ di respiro nel pagare le rate può allungare la sua durata di un anno: per 12 mesi, niente rate!

Nell’ anno di sospensione l’ impresa pagherà alle banche solo la quota interessi.

Le banche si impegnano inoltre ad effettuare operazioni di smobilizzo crediti delle PMI verso la pubblica amministrazione con Fidi Toscana che interviene con la garanzia.

E tu cosa ne pensi, lascia un tuo commento

A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra

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Crisi del credito-Frenano i finanziamenti-il Credit Crunch c'e'!!

Ieri mi è arrivata una e-mail che mi diceva  in sostanza : “ Siamo una piccola azienda non ci danno i soldi in banca cosa dobbiamo fare? Ci parlano di riduzione delle concessioni di prestito e’ vero o è una scusa ?”

E’ chiaro che purtroppo non   posso dare consigli senza conoscere dettagliatamente la situazione quindi in casi particolari invito ad una maggiore precisione  utilizzando anche il modulo dei contatti.

Rimango naturalmente, e più che volentieri a disposizione per conoscerci reciprocamente dopo un primo contatto tramite e mail anche tramite Skype.

Ritornando all’articolo  Purtroppo Ti mettiamo davanti una realtà contrastata cioè  che effettivamente sembrerebbe esserci  Il Credit Crunch ovvero il taglio del credito bancario?

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Sicuramente i dati non possono essere negati e  per questo ho preso alcune notizie  ANSA  che parlano chiaro .

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(ANSA) – ROMA, 7 FEB
Confartigianato, e’ allarme credito Aumentano da banche richieste ingiustificate rientro prestiti

– La crisi del credito sta strangolando le imprese, piccole e grandi, in Italia. E’ l’allarme lanciato dalla Confartigianato. Che ha elaborato uno studio su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat, da cui emerge che la crisi costa 12,5 miliardi l’anno alle imprese, in maggiori interessi imposti agli imprenditori rispetto al calo del tasso di riferimento. Inoltre, tra novembre 2007 e novembre 2008 i prestiti delle banche alle imprese individuali sono diminuiti del 2,6%.

Fonte : http://www.ansa.it

07-02- 2009– 11:34 Censis: per le famiglie +24 mld Maggiore disponibilita’ per calo rate mutui e prezzi energia (ANSA)
Nel 2009 le famiglie italiane avranno a disposizione +24 mld grazie al calo delle rate dei mutui e dei costi dell’energia. Questa maggiore disponibilita’ potrebbe non significare una conseguente ripresa dei consumi: secondo il Censis infatti i consumatori sembrano ancora incerti su come orientare questa maggior disponibilita’ di denaro.
Intanto sotto il peso della crisi le banche frenano i prestiti e a farne le spese sono soprattutto le pmi e le famiglie.

Fonte :http://www.ansa.it/

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Concludo con una considerazione presa da un articolo uscito sul sito http://www.ilsole24ore.com

Lo dice Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit che dice parlando della funzione delle banche.:

«Siamo come le industrie farmaceutiche, solo che non c’è il dottore che prescrive il prodotto e siamo noi stessi che abbiamo anche questo ruolo». «Qualsiasi prodotto una banca vende, sta vendendo del rischi”

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E intanto chi ha i debiti tribola a pagarli e chi ha i soldi non sa come investirli,

in ogni caso pensando sempre e comunque in positivo si risalira’ e si uscira’ tutti sicuramente da questa “agonia “.


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Aziende al Femminile? Maggiore difficoltà per accedere al credito

Da uno spunto che mi è capitato in un caso reale ,parlando con la mia collega  Dott.ssa Alessandra Gervasi  le ho suggerito di occuparsi di una serie di articoli sull’imprenditoria femminile e Lei ha risposto devo dire con molto entusiasmo ; ed ecco cosa ci ha preparato . Buona Lettura

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imprenditoria-femminile-imprese

Difficoltà di accedere al credito per l’imprenditoria Femminile

E’ noto come, soprattutto nella fase di avvio dell’ attività, sia indispensabile il reperimento di risorse finanziarie.

Dovendo rivolgersi ad un istituto di credito le imprenditrici donne incontrano maggiori ostacoli e, nell’ ipotesi fortunata in cui il finanziamento viene concesso, pagano un tasso di interesse più alto rispetto alle imprese che hanno come titolare un uomo.

Perché questo differenziale dei tassi di interesse? O meglio perché questa discriminazione?
Da una recente indagine ,condotta da Francesca Lotti e Paolo Emilio Mistrulli nel luglio 2008 ,su un campione  di 150 mila piccole imprese per un totale di fidi bancari pari a circa 1 milione di Euro emergono questi risultati a dir stupefacenti.
Sarà forse che le imprese guidate da donne hanno un tasso di rischio maggiore rispetto a quelle guidate da uomini? No, è un semplice luogo comune: le imprese femminili falliscono infatti meno di quelle maschili.

Dipenderà forse dal tipo di attività svolte o dalla collocazione geografica delle imprese?

No: i differenziali sono uniformemente diffusi in tutto il paese, da nord a sud, indipendentemente dal settore di attività.

E’ allora possibile che questa differenza di tassi sia riconducibile ad un effetto indiretto della legge sul fallimento?

Fino al 2006  la legge sul fallimento impediva agli imprenditori falliti di avviare una nuova attività per un periodo di 5 anni. Poteva quindi accadere che l’ imprenditore con un procedimento fallimentare in corso iniziasse una nuova attività servendosi di un “prestanome”, di solito un parente donna, e quindi l’ impresa, solo in apparenza femminile, potesse pagare tassi più alti per aver inglobato il profilo imprenditoriale del fallito.

aziende-al-femminile

In realtà anche questo fenomeno non è stato così diffuso da motivare il differenziale dei tassi.

Un’ ultima considerazione riguarda l’ ipotesi in cui la banca richieda garanzie esterne. Se una donna presenta un garante uomo le condizioni applicate sono migliori: è un segnale di affidabilità.

Se al contrario l’ impresa femminile è garantita da un’ altra donna per la banca il rischio è maggiore e di conseguenza i tassi sono molto più alti.

Per assurdo una donna garantita da un’ altra donna sembrerebbe rappresentare  per la banca il cliente in assoluto peggiore.

Tutto questo solo per il fatto di essere donna!!!??.

“Fonte: studio condotto da Francesca Lotti e Paolo Emilio Mistrulli, luglio 2008.)”

E Tu cosa ne pensi ? Lascia il tuo commento.


A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra

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