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Euribor minimo storico-Come mai i tassi non diminuiscono proporzionalmente?

Euribor scende, lo spread sale

In questi primi mesi del 2009 amara sorpresa per chi deve sottoscrivere un finanziamento ex-novo.

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Mentre l’ Euribor ha raggiunto il minimo storico e i tassi di interesse scendono, gli spread applicati dalle banche salgono.
Lo spread è il termine tecnico per indicare il margine di guadagno della banca che aggiunto al tasso Euribor, esprime il tasso che viene praticato al cliente.

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Finanziamenti per Aziende-Banche e Credit Crunch

Termini inglesi come “credit crunch”, “credit and liquidity crisis” o “global financial crisis” sono ormai entrati nel linguaggio comune.

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Tutte parole e frasi riconducibili a tre  semplici  concetti:  crisi finanziaria, stretta  creditizia e crisi economica mondiale.
Ma cosa si intende per credit crunch e soprattutto il fenomeno è reale?
Sull’ esistenza del credit crunch , ovvero la stretta creditizia”, si è discusso a lungo.

Nonostante le banche sembrano far muro, negando o minimizzando il problema, il fenomeno esiste ed è percepito soprattutto dai piccoli e medi imprenditori che sempre più spesso si vedono chiudere le porte del credito in faccia.

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Alcuni Interventi di garanzia per la liquidita' delle imprese

Mi ricollego all’articolo precedente per continuare l’esempio di alcuni interventi che stanno facendo le Regioni per contrastare la crisi –

Noi prendiamo come esempio la Toscana

finanziamenti-credito-bancario

Possono accedere alla garanzia le piccole e medie imprese di tutti i settori con sede legale nella Regione Toscana purchè rispettino i seguenti parametri:
– rientrare in una delle classi di rating di Fidi Toscana non inferiore a “B”;
patrimonio netto/totale attivo non inferiore al 5% con riferimento all’ultimo bilancio approvato; per le società di persone e le imprese individuali il patrimonio netto è considerato integrato con il patrimonio dei soci o del titolare ridotto degli eventuali prelevamenti di questi ultimi;
oneri finanziari/fatturato non superiore al 5% con riferimento all’ultimo bilancio approvato.

Le imprese devono comunque essere valutate da Fidi Toscana e dalla Banca  economicamente e finanziariamente sane cioè con una consistenza patrimoniale, una redditività e una capacità gestionale  capace di far fronte agli impegni finanziari derivanti dai finanziamenti per i quali è richiesta la  garanzia.
La garanzia rilasciata è diretta, esplicita, incondizionata, irrevocabile ed è rilasciata ai soggetti finanziatori per un importo massimo garantito non superiore al 60% dell’importo di ciascun finanziamento o prestito partecipativo.
L’importo massimo garantito è fissato in Euro 500.000,00 per singola impresa.
La garanzia può essere elevata fino all’80% per le operazioni:
·    a fronte di prestiti partecipativi;
·    a favore di PMI femminili (ex. L215/92);
·    a favore di PMI giovanili (costituite prevalentemente da persone che non hanno ancora compiuto 35 anni di età).
E tu cosa ne pensi, ritieni che ti sia utile questo post ? , lascia un tuo commento

A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra

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Aziende: Interventi di garanzia per la liquidità

I fondi di garanzia stanno sempre più assumendo un’ importanza strategica per l’ economia.

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Da semplici strumenti finanziari a leva per contrastare la profonda crisi del credito che sta comportando una consistente riduzione degli affidamenti bancari.
Prendiamo per esempio La Regione Toscana punta che al potenziamento dei fondi di garanzia: 54 milioni di euro a disposizione, di cui 15 per la ristrutturazione del debito, 33 per investimenti e 6 milioni da erogare ai Confidi per concedere garanzie alle aziende.

Sono stati costituiti due nuovi fondi di garanzia per le piccole e medie imprese.

Il primo, “Interventi di garanzia per la liquidità”,  servirà a rifinanziare il debito a medio termine delle imprese.

Ciò significa dare ossigeno ad aziende troppo esposte con debiti a breve e consentire di passare a debiti a medio lungo termine.

Il secondo, “Interventi di garanzia per gli investimenti”, sarà utilizzato per finanziare nuovi investimenti.

I fondi copriranno fino all’80 per cento del finanziamento bancario ( il massimo consentito dalla legge).

Il costo del denaro per le piccole e medie imprese toscane è in linea con quello stabilito dal Protocollo d’Intesa Regione/Banche, ovvero tra lo 0,80 e l’ 1,55 per cento.
Inoltre è stato deciso che se un’ impresa ha un mutuo di 8 anni e ha bisogno di un po’ di respiro nel pagare le rate può allungare la sua durata di un anno: per 12 mesi, niente rate!

Nell’ anno di sospensione l’ impresa pagherà alle banche solo la quota interessi.

Le banche si impegnano inoltre ad effettuare operazioni di smobilizzo crediti delle PMI verso la pubblica amministrazione con Fidi Toscana che interviene con la garanzia.

E tu cosa ne pensi, lascia un tuo commento

A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra

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Impresa in un giorno con la Finanziaria 2009

Con la nuova Legge Finanziaria 2009 sarà possibile avviare un’ impresa in un solo giorno: un sogno che diventa realtà.

Fino ad oggi, volendo farsi carico personalmente di tutti gli adempimenti necessari alla costituzione di una nuova società, gli sportelli da visitare erano davvero tanti.

Versato in banca il  capitale sociale necessario per la costituzione della società presso il notaio, una delle tappe obbligatorie era l’Agenzia delle Entrate per richiedere la partita Iva e il codice fiscale.

Altro passaggio era rappresentato dallo sportello INPS per la registrazione dei lavoratori, poi era la volta dell’ INAIL, per la comunicazione dell’esistenza di dipendenti e di potenziali pericoli legati all’attività. Una vera e propria “impresa”.
Oggi tutto ciò è possibile con un solo viaggio allo sportello del Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, si potrebbe addirittura dire che oggi tutto ciò è possibile con un semplice click.
impresa-finanziaria-2009

Per aprire un’ attività è sufficiente presentare al Registro delle Imprese una comunicazione unica valida anche ai fini fiscali, previdenziali ed assicurativi. Unico requisito richiesto è quello di disporre di una firma digitale e avere una casella di Posta elettronica certificata (Pec), che la Camera di Commercio rilascia gratuitamente.
Le Camere di Commercio avranno un ruolo fondamentale in quanto saranno l’ unico ufficio di riferimento che provvederà a smistare tutta la documentazione agli altri enti coinvolti (Inps, Inail, Agenzia delle Entrate). In particolare, sarà Infocamere, l’ufficio informatico delle Camere di Commercio, ad inviare la ricevuta del protocollo e della comunicazione unica all’indirizzo di posta certificato e a gestire i passaggi successivi verso gli altri enti.
Il giorno successivo alla presentazione della comunicazione unica l’ impresa richiedente riceverà un’e-mail che avrà a tutti gli effetti di legge valore per iniziare immediatamente l’attività imprenditoriale. Entro i successivi 7 giorni verranno comunicati all’impresa, tramite invio telematico, gli ulteriori dati definitivi relativi alle posizioni registrate.
Il nuovo sistema, nonostante le inevitabili difficoltà iniziali legate ai nuovi programmi informatici e al coordinamento di più amministrazioni, costituirà un notevole passo in avanti per le imprese.

Snellimento e semplificazione delle procedure, riduzione delle spese e notevole risparmio di tempo. A ciò si aggiunga che avere una situazione giuridica che coincide per tutte le amministrazioni coinvolte eviterà all’ impresa di dover richiedere all’ una o all’ altra rettifiche di dati non coincidenti che possono in qualche caso creare difficoltà all’ attività stessa.

A cura di Dott.ssa Alessandra Gervasi

Ufficio Finanziamenti  Agevolati Plan Consulting

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Ma ancora il linguaggio dei bancari?

Continuo ancora questo argomento del linguaggio dei bancari per evidenziare alcuni aspetti :

Innanzitutto dall’articolo volevo trasparissero 2 aspetti che ci troviamo ad affrontare spesso nelle trattative con le banche

1) il linguaggio usato dal professionista bancario spesso difficile da capire per chi non è del mestiere

Nel caso dellArticolo la protagonista è una persona da me stimata che ho portato da esempio per  vedere una realtà che può riguardare proprio tutti i professionisti in genere che spesso parlano troppo difficile . Naturalmente mi metto in discussione anchio.

Può essere utile quest’altra gag di Enrico Brignano (clicca qui) che ci fa notare che a volte capita di incappare in qualche professionista, che inizia ad utilizzare termini tecnici molto ricercati di difficile comprensione.


Così facendo, il paziente/cliente si sente a disagio e a volte per non passare da
ignorante rimane senza parole e con i suoi dubbi.


Non si può generalizzare ma è anche vero che in parte il problema descritto da me e raccolto nelle gag di Brignano esiste .

Molto Spesso però tutto questo viene fatto con innocenza e ribadisco che è il caso della Protagonista della ns. storia che è molto competente e preparata e talvolta gentile .

Certo è vero che in alcune occasioni parla in maniera molto tecnica e chi non è del mestiere ha difficoltà a starle dietro.

Oltre a ciò mi volevo fermare sul punto 2 :

2) Il rating che ormai dovrebbe entrare nel normale parlare per le imprese italiane che vanno a chiedere un finanziamento.

Infatti se il rating (valutazione della ns.merito di credito) è buono, la Banca ci concederà anche migliori tassi e condizioni, oltre che ai fidi . Più basso è ,e più questa situazione viene pregiudicata.

Il Rating viene calcolato soprattutto dai dati scritti passati (bilanci,redditi,e andamento c.c.bancari).

Rimando a questi post per una ulteriore approfondimento sul rating

Clicca qui e qui

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Quando chiedi un finanziamento -Non bisogna correre dietro i soldi ..!!!

Il tema della attuale crisi finanziaria è spesso affrontato per chi ha il denaro investito o chi li ha da investire.

Dei finanziamenti e prestiti invece cosa si dice? Innanzitutto sembrerebbe che i provvedimenti presi dagli stati non migliorano la stretta creditizia senza precedenti che stanno attuando le banche.

Di conseguenza l’accesso al credito di famiglie ed imprese resterà difficile. Ma come?

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Le banche prestano i soldi a chi ha i soldi? come è possibile?

Sembra una cosa strana , purtroppo, anche se in maniera diversa, la sostanza è grossomodo quella scritta nel titolo.

Più che dare i soldi a chi ha i soldi, l’affermazione corretta è dare i soldi a chi può dimostrare di avere una capacità di reddito per poter rimborsare i finanziamenti.

Il richiedente deve avere adeguate garanzie per poter assicurare la banca, che se il debitore non paga, l’Istituto potrà rivalersi su altri beni..

Quindi se chiedi un finanziamento devi avere o redditi abbastanza buoni che dimostrino di poter pagare il finanziamento, oppure garanzie adeguate che possono consistere in immobili, soldi liquidi, magari (come piace ai finanziatori) investiti in obbligazioni della banca finanziatrice, oppure fideiussioni di terze persone (genitori, nonni, parenti,) che abbiano un reddito o patrimonio tale da lasciare tranquilla la banca.

Per quanto riguarda le aziende occorre sapere che dal 01.01.2008 è entrato in vigore. L’accordo di Basilea 2 che ha introdotto la novità che la Banca per decidere se dare credito o no all’impresa dovrà misurare le rischiosità attraverso lo strumento del RATING (valutazione del merito creditizio)

Per l’assegnazione del Rating assumono importanza il tipo di informazioni ottenute dalle imprese che possono essere ricavate dal bilancio di esercizio dalle dichiarazioni dei redditi, dal comportamento dell’andamento bancario e in misura inferiore dalle valutazioni di business plan, budget economici e finanziari e dati informativi personali.

Come devono muoversi le imprese ?

Ciò che fa la differenza è la gestione finanziaria che non dovrebbe essere fatta occasionalmente, ma in maniera regolare, i finanziamenti non vanno mai chiesti all’ultimo momento o almeno io lo sconsiglio sempre ..

L’impresa tramite una programmazione finanziaria deve puntare ad avere sempre gli affidamenti giusti per avere di continuo a disposizione i soldi in maniera da evitare di andare in extrafido, che penalizzerebbe il ns. Rating e di conseguenza la ns. capacità di credito e il ns. costo del denaro.

A Cura di Patrizio Gatti, Consulente di direzione aziendale
Autore di “Amministrare l’Azienda”

Articolo pubblicato il 09.10.2008 su www.giacomobruno.it

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