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Ma se la banca non eroga finanziamenti ed ha timore a concedere credito a breve, come ci si finanzia ?

Verso il 20 di aprile di quest’anno, un mio cliente nel settore metalmeccanico artigiano , mi dice che all’inizio del mese ha portato presso una Banca con la quale opera , del portafoglio sbf di un nuovo compratore che gli avrebbe pagato con riba a 30 gg il primo acconto pari al 20% dell’importo dell’ordine.

L’artigiano emette quindi riba al 30.04.2012 e la banca gli anticipa i soldi .

Il cliente del piccolo imprenditore 10 gg prima della scadenza chiede una ulteriore dilazione di un mese, che la ditta metalmeccanica gli concede.

Il titolare dell’impresa si reca alla “sua banca” , parla con il funzionario di riferimento al quale gli spiega l’accaduto, chiedendo se poteva richiamare la ri.ba e riemetterne una nuova a sostituzione con scadenza un mese dopo a quella precedente.

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Reti d’impresa: sara’ la moda oppure puo’ essere la svolta per tante aziende?

In questi giorni ho partecipato a convegni e ho sentito dire con convinzione che la speranza per il futuro di molte piccole e medie imprese si chiama Rete d’Impresa.

 

 

Poi ho ascoltato politici che dicevano che il futuro per le imprese sta nelle aggregazioni di impresa :

Molti imprenditori cominciano a sentirne parlare e si chiedono ma è la moda o sarà effettivamente il futuro per tante aziende?

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Rete d’ imprese e aggregazioni-Quali le differenze?

Rete d’ imprese e aggregazioni….differenze

Il concetto di Rete d’Impresa fa riferimento ad una tipologia di associazione tra imprese, in base al cosiddetto Contratto di Rete, regolato dalla legge 33/2009 e successive modificazioni in cui “due o più imprese si obbligano a esercitare in comune una o più attività economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali allo scopo di accrescere la reciproca capacità innovativa e la competitività sul mercato.”

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Fino a che punto l'azienda puo' ridurre i prezzi di vendita nelle commesse?

E’ sempre esistita la domanda per chi vende su commessa se, e fino a quanto si possono ridurre i prezzi delle commesse.

In questi periodi di crisi economica finanziaria per certi settori aziendali dove la concorrenza è talvolta spietata, è diventata una domanda di routine .

Come ottenere il limite al di sotto del quale è MEGLIO NON SCENDERE , limite sotto il quale  non è conveniente andare , né da un punto di vista economico, né da un punto di vista strategico??

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Non parliamo di controllo aziendale o di Basilea II -Oggi solo auguri!!!

Ciao , oggi non voglio parlare di  Gestione aziendale, di rapporto Banca Impresa, di Basilea 2 e dei rating, di Moratoria dei debiti bancari,   di indici di bilancio, oppure  di commissioni bancarie ;

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Voglio soltanto augurati un buon Natale e ringraziarti per essere un amico e lettore di questo Blog.

Ora Ti saluto  con una canzone che  ho sempre ascoltato tutti  gli anni in questi periodi , secondo me una delle migliori canzoni per augurati  Buone Feste . (Edwin Hawkins Singers – Oh Happy Day )

Ciao , lascia i tuoi auguri nel Blog

Patrizio Gatti




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Imprese che producono su commessa? ecco 5 spunti !!!

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Per affrontare l’argomento della produzione su  commessa ho rispolverato un articolo  pubblicato su (Amministrazione & Finanza , 1995 Ipsoa Editore” IL PROCESSO DI CONTROLLO NELLE IMPRESE CHE PRODUCONO SU COMMESSA “di Mucelli Attilio ) prendendo 5 spunti di riflessione.

  1. Nelle imprese che lavorano  su commessa, la specificità del prodotto che offrono  ha riflessi anche in sede di programmazione strategica.
  2. Un particolare fattore critico di successo consiste nel massimizzare gli elementi di standardizzazione nella realizzazione delle commesse, in modo da razionalizzare l’organizzazione e la struttura tecnico-produttiva, acquistando efficienza e quindi economicità.
  3. Gli indicatori strategici e di analisi competitiva ai quali far riferimento risentono di questa situazione. In particolare la determinazione della quota di mercato assoluta, date le dimensioni, perde gran parte della sua rilevanza, mentre assume maggiore importanza la conoscenza del tasso di crescita sostenibile dall’impresa.
  4. L’utilità informativa deriva principalmente dal fatto che l’indicatore esprime le reali possibilità di crescita dell’impresa, alla luce dei problemi finanziari collegati alla particolare distribuzione dei flussi di entrata-ricavo rispetto ai costi-uscita, tipica della produzione su commessa.
  5. L’impresa dovrebbe allora valutare la convenienza ad accettare l’ordine da parte di un cliente, sempre con riferimento a piani e programmi stabiliti in un’ottica di lungo periodo, considerando anche l’efficienza dei processi produttivi con riferimento alla totalità delle commesse in lavorazione.

—–Ma…….Attenzione—–

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Aziende e pianificazione:Cosa fare se ti arriva un assegno non pagato?

Ciao voglio raccontarti  un fatto reale che mi è accaduto a fine marzo 2009-

Sono stato chiamato da una mia Cliente che ha una piccola impresa, estremamente attenta alla pianificazione finanziaria e alla correttezza in ogni senso.

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Grazie anche a questa mentalità negli anni la ditta è riuscita a farsi affidare bene da più banche, creandosi inoltre un piccolo fondo di liquidità da utilizzare per le emergenze.

C’è da precisare che difficilmente l’azienda ha utilizzato l’extrafido, è sempre rimasta nei parametri ed ha una valutazione di rating buona.

La responsabile aziendale mi chiama poiché ha ricevuto un assegno insoluto di circa 30.000 euro e mi ha chiesto di accompagnarla in banca per richiedere un finanziamento temporaneo

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Leader in azienda- troppo facile prendersi solo i meriti !!!

Per la gestione aziendale e l’organizzazione delle imprese una delle basi è la gestione delle risorse umane e di conseguenza il sistema di leadership.

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A seconda del management d’impresa ci sono vari sistemi di leadership dentro ai quali non mi addentro poichè troviamo videocorsi , libri ebook ottimi  sull’argomento

Ci sono molti videocorsi autorevoli come Leadership (Videocorso DVD)di Giacomo Bruno

oppure libri , come  il mio preferito che ho letto per la prima volta  circa 11 anni fa  è  Scopri il leader che è in te -Dale Carnagie

Basta andare nel sito www.giardinodeilibri.it e cercare Leader trovi best seller sull’argomento  .

Comunque ritornando a questo articolo il mio messaggio è solo questo :

“Fermo restando i risultati più o meno positivi ,  io considero leader solo chi si assume sia i meriti che i demeriti dei suoi collaboratori è troppo facile dire ” siamo stati bravi , Noi abbiamo fatto “ quando c’è un merito ,invece quando c’è un demerito  dire “ha sbagliato, ha fatto
Per questo mi sono fatto due risate a vedere questo video di Gigi Proietti che mi sembra rispecchiare ciò che voglio dire

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Ciao e…fammi sapere le tue impressioni con un commento

A presto

Patrizio Gatti

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Sviluppo sostenibile- Quali incentivi ???(introduzione)

Parliamo oltre che di controllo gestionale per le aziende anche di energia e soprattutto a me interessa inoltrarci in ciò che sono gli incentivi e finanziamenti per questa importante materia  .

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Solo da alcuni anni si è iniziato a parlare di Sviluppo Sostenibile, ma cosa si intende esattamente per Sviluppo Sostenibile e soprattutto come siamo arrivati a questo concetto?
Per migliaia di anni l’ uomo ha dovuto modificare l’ ambiente circostante per creare uno spazio adeguato in cui vivere, quella che potremmo definire una correlazione inversa tra l’ uomo e l’ ambiente naturale. Solo nella seconda metà del novecento con l’ emergere dei gravi fenomeni di inquinamento globale come l’ effetto serra e il buco dell’ ozono, e la scarsità delle risorse si è arrivati al concetto di Sviluppo Sostenibile.
Il mondo è cambiato, le esigenze dell’ uomo sono cambiate e anche il concetto di sviluppo è cambiato.

Lo Sviluppo Sostenibile è “uno sviluppo che risponde alle esigenze del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie”. Non si tratta come molti credono, di una negazione della crescita bensì di una crescita economica rispettosa dei limiti ambientali.

Da qui la necessità di sviluppare fonti di energia rinnovabili. Investire in energie alternative è diventata oggi una necessità non solo perché le fonti tradizionali, petrolio, carbone ecc, sono in via di esaurimento ma soprattutto perché l’ inquinamento che deriva dalla loro combustione sta rovinando il pianeta, rendendolo invivibile.
Il perché utilizzare le fonti rinnovabili è molto semplice.  Le fonti rinnovabili per loro caratteristica intrinseca sono inesauribili, non inquinano, fanno risparmiare e per di più attualmente sono incentivate in varie forme sia dallo Stato che dagli enti locali.
L’ Italia si sta muovendo in questa direzione solo in questi ultimi anni e si trova indietro rispetto ad altri paesi europei che hanno colto il problema molto prima.
Tale ritardo è stato provocato dal generale disinteresse della politica italiana nei confronti delle fonti rinnovabili e dello sviluppo sostenibile, che non ha sviluppato adeguati meccanismi di incentivazione.

Basti pensare che l’ Italia che è definita  il “Paese del sole” nello sfruttamento dell’ energia solare si vede superata da paesi che si trovano più a nord con un’ insolazione nettamente inferiore come ad esempio Germania e Svezia che hanno fatto del risparmio energetico un cavallo di battaglia grazie soprattutto ad una politica di forti incentivi.

A cura di Dott.ssa Alessandra Gervasi
Ufficio finanziamenti agevolati Plan Consulting

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IL Capitale intellettuale in azienda– 1.a parte

In un primo momento l’argomento può far domandare:

Che cosa è il capitale intellettuale? E a cosa serve?

Alla prima questione, si può rispondere che il capitale intellettuale non è altro che un valore intangibile ed occulto.

Alla seconda questione si risponde che serve alle imprese, alle organizzazioni e agli enti pubblici per crescere bene ed ottenere un profitto più qualitativo.

Intellectual Capital, secondo L. Edvinsson ( “Knowledge Sharing Excercise (luglio 2001), in J.H. Daum, Intangibile Assets and Value Creation, John Wiley & sons Ltd, 2003) indica un concetto totale di conoscenza basato su relazioni e competenze con lo scopo di crescere e creare valore.

Questo aspetto è al centro di un vivace dibattito economico in quanto abbraccia la sfera dei nuovi principi contabili internazionali (IAS), i bilanci e l’impatto sull’intera governance aziendale.

In Italia, sembrerebbe che il capitale intellettuale non è stato ancora completamente valorizzato: solo alcune le imprese sono precorritrici di questo strumento innovativo. Queste imprese valorizzano il capitale intellettuale in quanto comprendono meglio il valore occulto che è capace di attribuire alla loro attività: infatti a causa dei frequenti flussi di ricambio queste imprese si rendono conto del suo valore nel momento in cui non è più presente al loro interno.

Allora, come è possibile valorizzare il capitale intellettuale?

Il primo passo è fare il censimento del capitale immateriale ed associare ad esso una serie di indicatori di efficienza, di stabilità, d’innovazione, di crescita, di esperienza e competenza.

Il secondo passo sarà quello di far crescere il capitale attraverso la formazione del personale, la ricerca e lo sviluppo.

Al fine di valutare e valorizzare il capitale intellettuale è necessario suddividerlo in 3 gruppi:

  1. capitale umano (abilità, esperienza, senso di appartenenza, valori, capacità di adattarsi al nuovo e creatività)
  2. capitale di struttura (tecnologia, invenzioni, pubblicazioni e processi interni tutelati da diritti di proprietà)
  3. capitale esterno o del cliente

In sostanza per riconoscere se il capitale intellettuale è davvero un valore aggiunto dobbiamo porci 3 domande

1.Il cliente ha sufficienti informazioni per apprezzare questa differenza di valore fra la nostra offerta e quella della concorrenza?

2.il concorrente o chi vi attribuisce valore può essere disposto a pagare per entrarne in possesso?

3.il capitale intellettuale presente nell’azienda possiede caratteristiche misurabili, adeguate, attendibili, tali da contribuire a creare differenze di valore fra la nostra offerta di prodotti/servizi e quelli della concorrenza

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